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Malattie dei cantanti e l'influenza sulla VOCE

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Malattie dei cantanti e l'influenza sulla VOCE




CANTANTI LIRICI E REFLUSSO GASTROESOFAGEO
Secondo una ricerca effettuata dal dottor Giovanni Cammarota, ricercatore dell'Istituto di Medicina dell'Università Cattolica di Roma, il reflusso gastroesofageo incide in maniera maggiore sui cantanti lirici rispetto al resto della popolazione.
  Lo studio, pubblicato sulla rivista Gastroenterology, è partito dell'ipotesi che i cantanti d'opera utilizzano frequentemente il diaframma, il muscolo che divide il torace dall'addome ed è indispensabile per la respirazione, sollecidandolo continuamente e subendo quindi una continua pressione addominale sullo sfintere esofageo che è proprio una delle causa del reflusso. I ricercatori hanno analizzato 351 cantanti lirici, provenienti da diversi teatri dell'opera in Italia, somministrando un test a loro e ad un campione di controllo di 578 volontari provenienti dalle stesse zone. Il risultato è stato che i sintomi del reflusso erano nettamente più diffusi fra i cantanti che in particolare accusavano bruciore di stomaco e rigurgito in maniera doppia rispetto agli appartenenti al campione di controllo. Il test effettuato, spiega Cammarota, è stato un questionario che indagava, con domande standardizzate a livello internazionale, se i sintomi si presentavano più di due volte a settimana stabilendo così se si era in presenza di reflusso gastroesofageo. Questi dati non sono certo confortanti per i cantanti lirici professionisti, il reflusso infatti porta con se, oltre ai fastidiosi sintomi, anche malattie collaterali come laringiti e danni alle corde vocali che possono seriamente compromettere la carriera di un cantante.

Articolo tratto dal DOSSIER  della dott.ssa Maria Elena Berioli

DISODIA
Le cause dell’alterazione della voce cantata (disodia) sono di varia natura e secondo la mia esperienza professionale, solo il 35-40% è di origine disfunzionale (tecnica vocale non corretta, surmenage) mentre il 60% circa è di origine organica, cioè da malattie a carattere generale con espressione secondaria laringea. Il cantante che accusa problemi particolari durante la lezione, molto spesso ignorando i sintomi e persistendo in modo errato nel suo percorso formativo, cerca nuovi modi di vocalizzare (e ciò aggrava il disturbo), frequenta maestri differenti nella speranza di soluzioni straordinarie (e ciò aumenta la confusione tecnica), si sovraccarica di sostanze di ogni tipo a scopo terapeutico, talora persino accettando interventi chirurgici (in realtà superflui), senza una reale soluzione. Queste note vogliono fare chiarezza e offrire elementi di attenzione sulla questione. Questi sono i rapporti:
Malattie generali e loro influenze sulla voce professionale e cantata
Agenti esterni come microbi e virus (Haemofilus influentiae, Klebsiella pneumonie etc.) producono infiammazioni delle Alte Vie Respiratorie (VAS), che diventano ricorrenti se associate ad alterazioni delle difese generali o locali. Il più frequente punto di prima reazione è il retronaso da cui, discendendo, possono esserne interessati i seni paranasali, naso e faringe sino al coinvolgimento della stesa laringe.Si stabilisce un'alterazione dell’equilibrio funzionale fra cavità di risonanza e laringe, compensato più o meno efficacemente secondo l’abilità tecnica del cantante, e ciò spesso permette di far fronte al fatto acuto; tuttavia vi corrisponde sempre un dispendio energetico maggiore con affaticabilità. Nel perdurare e nel ripetersi delle infiammazioni delle VAS, si sviluppa uno scompenso secondario con disodia finale. Il rischio di queste infiammazioni croniche è l’abitudine ad esse del cantante per la scarsa sintomatologia, l’assenza o l’alternanza di moderate disodie, il rischio è frequente. Opportuni esami possono evidenziare l’infezione.Si manifestano dunque disfonie apparentemente capricciose ma ripetute, cui non sempre corrisponde una obiettività laringea di facile lettura e quindi di terapia adeguata. Se si protraggono nel tempo possono evolvere in lesioni organiche passibili di intervento chirurgico o portare il cantante, in incertezza di prestazione, sino a sindromi ansiose. Quadri in analogia, si possono verificare per irritazioni protratte da agenti esterni di natura fisico-chimica, quali alterazioni significative di temperatura, umidità, pulviscolo aereo dei microclimi (domicilio, albergo, aereo etc.), oppure per abitudini voluttuarie quali alcool e fumo.
 
Le più frequenti malattie organiche che si possono riscontrare nei cantanti sono:
  • Diatesi iperergica respiratoria
  • M. del tratto gastro-enterico
  • Disendocrinia
  • Sindrome ansiosa
  • Dismetabolismo
  • M. Iatrogena
  • Disassettamento posturale
 
DIATESI IPERERGICA RESPIRATORIA
Gli organi bersaglio interessati sono l’apparato respiratorio e di risonanza che costituiscono appunto elementi basilari della fonazione. Sia che si manifesti una allergia comunemente intesa (ai pollini, alle polveri etc.) sia che si manifesti una iperattività aspecifica (solitamente alle varianti microclimatiche), le manifestazioni possono coinvolgere i turbinati sviluppando ipertrofie mucose stenosanti oppure l’albero respiratorio con costrizione del lume bronchiolare ed ipersecrezione catarrale. Nel primo caso diminuisce la tensione del palato molle, si riduce lo spazio rinofaringeo e si attutiscono le sensazioni propriocettive relative al così detto “giro del suono” sostituite da una percezione di impedenza che in arco riflesso eccita l’ipertono laringeo («il cantante spinge»). Nel secondo caso diminuisce il flusso espiratorio come quantità e durata; ne consegue, in arco riflesso, un ipertono laringeo con gli effetti precedentemente trattati. Considerando poi il notevole aumento nell’ultimo decennio della concentrazione pollinosica (è decuplicato) contemporaneo all’aumento degli inquinanti chimici urbani e domiciliari, considerando l’esposizione a luoghi inquinati, quali, camerini, polveri di teatri, effetti scenici, abiti di scena, alberghi, aerei, etc. è evidente che per un cantante il rischio di contrarre allergie è più che raddoppiato rispetto ad un individuo generico.
 
NODULO ALLE CORDE VOCALI
Il nodulo delle corde vocali (CCVV) è l’alterazione più temuta dai cantanti e dai professionisti della voce; timore eccessivo perché può regredire perfettamente se l’intervento terapeutico è tempestivo, la sua gravità è secondaria ad altre patologie più complesse, la sua frequenza non è superiore alle altre lesioni cordali. Più di ogni altra lesione organica, il nodulo trova le sue causalità nella alterazione funzionale della produzione vocalica (errore tecnico). In questo ambito due sono le principali tipologie di modalità fonatoria che portano ad alto consumo energetico e a rischio di patologia secondaria:
  1. - vocalità caratterizzata da eccesso di tensione e conseguente sforzo muscolare.
  2. La voce è pressata e di mediocre intensità. Vi si accompagna un rinforzo degli armonici acuti e innalzamento della fondamentale della voce e un generale ipertono della muscolatura laringea e quindi una minore duttilità dei sistemi muscolari e della condotta vibratoria. Come dice il maestro di canto: «il cantante stringe» .
  3. - vocalità caratterizzate da ipertono adduttorio ventricolare.
  4. L’estensione vocale si riduce, la vocalità è spesso gravata da rumore. Come dice il maestro di canto “il cantante spinge”.
Gli schemi seguenti sono esplicativi dei sistemi di forza che si attivano nelle due condizioni.
sistemi di forza che causano il nodulo alle corde vocali
Fig. 1 - Sistemi di forza che causano il nodulo alle corde vocali
Due immagini radiologiche evidenziano gli atteggiamenti vocalici.
Nota di registro acuto di soprano Fig. 2 Nota di registro acuto di soprano
Piano glottico molto alto – deformazione della trachea che attesta un notevole aumento della pressione aerea tracheale per blocco sovraglottico cui partecipa anche l’epiglottide inclinata posteriormente.
Nota di registro acuto di baritono Fig. 3 Nota di registro acuto di baritono
Piano glottico alto - evidente ispessimento delle CCVV (ipertono). La retroposizione della radice linguale e l’atteggiamento labiale, attestano la condizione complessiva dello “stringere”.
Queste condizioni, non corrette, possono portare ad esaurimento energetico del sistema muscolare. Ne consegue la disodia finale da disfunzione ipotonica, caratterizzata da insufficiente chiusura glottica, fuga d’aria, riduzione del “sostegno” espiratorio. La voce è velata e di bassa intensità, si riduce la capacità di “tenere” un suono e si riduce la tessitura; aumenta viceversa la fatica.
L’errore tecnico può intercorrere in differenti situazioni:
  • la vera incoordinazione fisiologica degli apparati, nello studente che è in fase di apprendimento;
  • ma anche l’attività vocale richiesta da un repertorio inadeguato;
  • oppure l’eccesso di attività, senza riposi adeguati al proprio organismo;l’attività vocale forzata, in corso di processi infiammatori.
                                                                                                           
 
 
POLIPI CORDE VOCALI (a cura del Dott. Sergio Albanese)
 
I polipi delle corde vocali rappresentano per l'otorinolaringoiatra la lesione più comune tra i tumori benigni della laringe . Si tratta di vegetazioni dotate di un peduncolo, che si possono formare in qualsiasi zona delle corda e pertanto, ostacolandone la vibrazione, sono causa di una marcata raucedine.
 
PERCHE' SI FORMANO
I polipi si formano spesso in seguito ad uno SFORZO FONATORIO eseguito durante uno stato di infiammazione delle corde vocali. . Le corde vocali sono strutture anatomiche povere di recettori del dolore pertanto, contrariamente ad altri organi del corpo, anche se sono infiammate, viene a mancare il segnale del dolore. Esiste quindi il rischio che, inconsapevolmente, si sottopongano le corde a sforzi notevoli mentre sono sofferenti. Facciamo un esempio. A nessuno di noi verrebbe infatti in mente di fare una corsa con un ginocchio dolente!! Vediamo invece cosa accade comunemente con la voce: un CASO CLASSICO è il paziente "influenzato" che si reca allo stadio o in discoteca,dove urla per delle ore. Le corde infiammate vengono sollecitate meccanicamente in maniera esasperata, si formano dei cedimenti di piccoli capillari e quindi delle emorragie intra-cordali, dalle quali non è improbabile che nell'arco di poche ore si formi un polipo. In tal caso compare una violenta ed improvvisa raucedine persistente senza dolore.
 
LA DIAGNOSI
In tutte le forme di raucedine che persistono per altre 3-4 settimane è assolutamente imperativo eseguire un controllo specialistico otorinolaringoiatrico per comprendere la natura del problema e distinguere subito tra una lesione benigna della laringe, come il polipo, ed un tumore maligno. Lo specialista otorinolaringoiatra esegue una laringoscopia indiretta ed un esame video-endoscopico che consentono di porre la corretta diagnosi.
 
LA TERAPIA
Nel caso di lesioni molto recenti è possibile tentare di farle riassorbire con un trattamento farmacologico abbinato a riposo vocale. In caso di insuccesso, come in tutti i tumori benigni della laringe è necessaria l'asportazione microchirurgica . Non conviene in tal caso attendere troppo a lungo: le corde vocali sono degli ORGANI MUSICALI ed emettono delle vibrazioni armoniche molto eleganti. La corda vocale malata vibra male e lentamente tende a perdere la sua “taratura”. Ne consegue che l'asportazione in tempi rapidi dei tumori della laringe viene seguita quasi sempre da un rapido recupero della voce. Viceversa, nei casi in cui si attenda troppo tempo, la ripresa vocale può tardare molti mesi o può richiedere un trattamento rieducativo foniatrico dopo la chirurgia. L'intervento per asportate i polipi delle corde vocali è una delle più eleganti operazioni microchirurgiche dell' ORL . La microchirurgia delle corde vocali è praticamente indolore e viene eseguita in anestesia generale. Dopo l'operazione, il paziente dovrà osservare alcuni giorni di riposo vocale e praticare le terapie prescritte. I controlli endoscopici consentiranno allo specialista otorinolaringoiatra di evidenziare il successo dell'exeresi, monitorare il recupero funzionale delle corda vocale e valutare l'opportunità di trattamenti adatti ad evitare l'insorgenza di recidive.
 


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