Bon Ton: viaggiare in moto o in bici

  • 2014-02-26 11:11:07

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Durante la bella stagione i mezzi di locomozione a due ruote come bici e moto, escono dalle cantine e dai box per ritornare a scorrazzare sulle strade. Non c'è niente di più piacevole  che muoversi in piena libertà durante questo periodo, senza la costrizione dell'automobile o la scomodità del mezzo pubblico. Tuttavia, ciò di cui ci preme parlare in questa pagina di bon ton, è la buona educazione e il rispetto di quelle poche regole alle quali tutti - pedoni e non - dovremmo attenerci.  I ciclisti, per il solo fatto di potersi muovere in libertà, troppo spesso ritengono di poter fare i loro comodi in lungo e in largo, Non è difficile vederli viaggiare sui marciapiedi, attraversare gli incroci con il semaforo rosso, o viaggiare in  mezzo a centro strada, con grave disturbo per gli automobilisti che li seguono (nè vale la giustificazione che molto spesso gli automobilisti sono ancor più maleducati e indisciplinati: due comportamenti sbagliati non si annullano a vicenda).

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A volte si ha l'impressione che i ciclisti interpretino la libertà con la quale possono spostarsi, guizzando nel traffico, come un'assoluta mancanza di regole. E i pedoni, ai quali il marciapiede appartiene di diritto, si sentiranno ovviamente disturbati. Persone anziane e bambini possono spaventarsi nel vedersi venire incontro una bici in movimento che non dovrebbe trovarsi su quella porzione di strada, resa già esigua dalle troppe macchine in sosta abusiva.
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Un vigile dovrebbe far rispettare il divieto, ma dal momento che i vigili spesso latitano (o sono in tutt'altre faccende affaccendati) spetta al cittadino-ciclista comportarsi educatamente, senza invadere l'altrui territorio. Lo stesso discorso, ma con toni molto più severi, va rivolto a coloro che si spostano in motorino: se la bicicletta, anche se ha in sella un maleducato, è pur sempre un mezzo ecologico, il motorino a differenza inquina sia l'atmosfera, che i timpani altrui. Troppo spesso, per acquistare qualche chilometro in velocità (o semplicemente per esibizionismo) alcuni possessori di motorini tolgono la marmitta dai tubi di scappamento, facendo del loro mezzo di trasporto uno strumento infernale, capace di scuotere il sistema nervoso persino a Giobbe del Vecchio Testamento! Forse il giovane che toglie la marmitta alla sua moto lo fa per affermare, attraverso il frastuono, la propria personalità. In poche parole, per farsi sentire, comunicando al mondo che anche lui esiste..... Ebbene: ci sono altri mezzi (molto meno rumorosi) per mettersi in evidenza. Il chiasso del motorino altro non è che un segnale di profonda maleducazione.

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Ancor più pericolosi sono i motociclisti indisciplinati. La motocicletta, affascinante mezzo di trasporto, capace di donare momenti di autentica soddisfazione, si trasforma, in mano a un maleducato, in uno strumento di tortura. Tutti siamo potenziali vittime del motociclista esibizionista: l'automobilista, che sulle autostrade e in città se lo vede zigzagare davanti, senza alcun rispetto delle norme di circolazione; il pedone, che se lo vede sfrecciare accanto a velocità folle; gli abitanti delle case che, nelle serate calde quando le finestre sono aperte, vengono tenuti svegli fino a ora tarda dal baccano delle moto, usati solo per far rumore.

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Ma anche da fermo, il motorino - ma in questo caso anche le AUTO -  possono rappresentare un limite FASTIDIOSO ai pedoni: quando le si parcheggiano  su un marciapiede stretto o peggio ancora davanti agli scivoli pedonali creati apposta per permettere agli invalidi di viaggiare liberamente e in modo autonomo sulla sedia a rotelle: le moto (bici/auto) parcheggiate abusivamente (anche se per poco tempo), rappresentano delle VERE E PROPRIE BARRIERE ARCHITETTONICHE PER GENTE DIVERSAMENTE ABILE o per  LE MAMME che portano a spasso i loro bimbi in carrozzina, costretti spesso a fare la gimkana o peggio ancora per i disabili, a rimanere bloccati lì in attesa che il proprietario finisca i propri comodi. Una vera mancanza di rispetto per la libertà altrui!
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E che dire di quei motociclisti che si radunano in frotta, nelle notti estive, in qualche strada o piazzetta e tengono il motore acceso per ore, noncuranti di coloro che, a pochi metri da loro, stanno consumando un pasto e vengono invasi letteralmente da una nube di fumo dei tubi di scappamento?

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E quasi sempre al frastuono dei motori si aggiungono grida, risate, schiamazzi di vario genere, che rendono ancor più difficile la vita di chi alla notte chiede solo pace e silenzio. E che cosa sono certe impennate che, nel traffico cittadino, creano obiettive situazioni di pericolo, non soltanto a lui stesso ma anche a chi si trova malauguratamente nelle sue vicinanze?

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Rendiamo perciò il dovuto omaggio a biciclette, motorini e motociclette, creati per rendere più comoda e più piacevole la nostra vita, ma tiriamo (simbolicamente) le orecchie a tutti coloro che non rispettano le semplici regole del vivere civile. Disturbare il prossimo è sempre una colpa: a volte giustificata dalle circostanze (come la sirena di un soccorso per salvare una vita umana), ma quasi sempre gratuita e, soprattutto, inutile.

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