Corso di Galateo: gli appuntamenti

  • 2014-02-26 12:37:50

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SCUOLA DI BON TON: GLI ERRORI PIU' COMUNI DA EVITARE agli appuntamenti

Per entrare in argomento con una battutina diremo che conviene essere puntuali per non "perdere la faccia".  Non tanto per il ritardo (che peraltro rappresenta di per se è una grave scorrettezza), quanto per il fatto che la persona che è arrivata puntuale ha il tempo di pensare: e pensando scopre mentalmente i difetti del ritardatario.    Dopo 5 minuti di attesa (peccato veniale) l'immagine del ritardatario incomincia ad appannarsi. Ma se i minuti diventano dieci, i difetti coinvolgono l'intera persona e il suo passato. Superato il 15 d'ora (ammesso che il primo arrivato stia ancora aspettando) tutte le magagne possibili e immaginabili vengono a galla. In seguito però accade un fatto strano: non appena il ritardatario arriva, gli basta un sorriso perchè tutto sia dimenticato (sempre che si tratta di un incontro tra innamorati o tra amici: nei rapporti d'affari il malumore non svanirà così rapidamente!). In casi di forza maggiore (un incidente, un imprevisto, una coda in autostrada e via di seguito), s'intende che il ritardatario è giustificato. Ma  avvertire la persona del contrattempo, qualora sia possibile (e oggi, con la crescente diffusione del telefono cellulare, lo è), rappresenta un nobile gesto di  educazione e correttezza verso il prossimo, da perfetti uomini e donne bon ton che si rispettino.  

Di lavoro: il dirigente spesso se la prende a comodo con i suoi subalterni

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Quando si tratta di rapporti professionali, tra due persone c'è sempre una figura più autorevole e quella meno. Caso tipico: il rappresentante che ha un appuntamento con un dirigente d'azienda o con un imprenditore, per cercare di "piazzargli" un prodotto. La meno importante è ovviamente la figura del rappresentante e c'è da aspettarsi che lui sia puntualissimo. Il potenziale cliente potrà farlo aspettare per qualche minuto (il tempo di portare a termine una telefonata, o di concludere un precedente incontro di lavoro), ma non - come spesso succede - per delle intere mezzore. Abusare della posizione occupata per fare i propri comodi è estremamente maleducato: si sa che l'altro attenderà pazientemente nella speranza di concludere positivamente l'incontro, ma abusare della sua disponibilità è oltremodo scorretto.  

Ad una festa

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Soltanto in un caso non si deve essere puntuali: quando ci si reca a una festa. Poniamo il caso, che  l'invito sia previsto per le ore ventuno: sarà molto imbarazzante presentarsi a quell'ora in punto. Gli stessi padroni di casa si troveranno a disagio, non sapendo come intrattenere i "superpuntuali" in attesa che giungano gli altri invitati. Inoltre, anche se un "ultimo" deve esserci per forza, non è delicato giungere alla festa alle ventidue e trenta. Anche in questo caso ci si deve comportare con buon senso: se l'invito è per le ventuno, si arriverà in un arco di tempo compreso possibilmente fra le ventuno e quindici e le ventuno e trenta.  

Un invito a pranzo

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Diverso è il discorso quando ci si reca a un pranzo o a una cena: si farà in modo di presentarsi a casa (o nel ristorante) qualche minuto prima dell'orario fissato. La tolleranza per gli eventuali ritardatari è di dieci minuti, trascorsi i quali ci si mette a tavola. Qualcuno si domanderà come sia possibile essere puntuali, con i vari problemi che ognuno di noi si trova a dover affrontare nella vita quotidiana  quali traffico, scioperi dei mezzi pubblici, ritardi causati da inadempienze altrui. La situazione è sicuramente difficile, ma non impossibile!  Basta organizzarsi nel modo migliore, considerando possibili imprevisti. E' buona regola  arrivare sempre all'appuntamento con almeno dieci minuti di anticipo. Poi ci sarà sempre qualcosa da fare per ammazzare quei pochi minuti di tempo, come guardare una vetrina, prendersi un caffè in un bar, parlare al telefono con un'amico.  

I primi maleducati molte volte sono proprio le persone distinte....

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Una mancanza di puntualità imperdonabile (eppure frequentissimo) è quella di dentisti, medici, professionisti in genere. Molti di loro se ne infischiano se hanno la sala d'aspetto colma di persone in attesa. Forse avere l'anticamera piena è gratificante per un professionista: significa che gli affari vanno bene e che i clienti sono numerosi. Ma le persone che aspettano (e che pagano parcelle salate) non potranno non sentirsi a disagio quando saranno costrette a lunghe attese,  e cercheranno di passare il tempo sfogliando riviste (generalmente vetuste) o si guarderanno nervosamente le unghie! Eppure quasi tutti i clienti si sono recati nello studio del professionista dopo avere preso un appuntamento ben preciso: l'attesa quindi potrebbe essere giustificata fino a dieci minuti, ma non di più. Invece - e tutti lo sappiamo per esperienza diretta - a volte si deve aspettare molto, ma molto più a lungo. Soltanto in un caso un dentista o un medico possono ritenersi giustificati: qualora abbiano dovuto affrontare un'emergenza della loro professione.  

....e per concludere

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La puntualità, come recita un vecchio proverbio, è la virtù dei re. Essere puntuali significa rispettare la persona che si deve incontrare e, soprattutto, rispettare il suo lavoro e i suoi impegni. Purtroppo è scarsa la gente che ama la puntualità: ci sono anche uomini e donne che fanno dei ritardi una regola di vita, ritenendo forse di rendersi interessanti agli occhi del prossimo. Nulla di più errato: si faranno soltanto la nomea di persone maleducate!  

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