Calvizie: identificata proteina che te la può annunciare in anticipo

  • 2014-03-10 12:33:25

La «prostglandina d2 sintetasi» provoca il progressivo restringimento dei follicoli fino a renderli improduttivi

La-calvizie
MILANO – Arriva dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania un’intuizione importante a proposito della calvizie, di come si annuncia e di come dunque si può eventualmente ritardare (se non arrestare) il fenomeno. < E se la scoperta degli scienziati statunitensi non avrà alcun risvolto pratico per tutti coloro che già oggi non usano più pettine e spazzola è probabile che, se i dati della ricerca scientifica verranno confermati e gli studi proseguiranno, in futuro saranno decisamente meno coloro che si ritroveranno ad avere a che fare con l'alopecia androgenetica, nome scientifico della calvizie.

Gli studiosi hanno analizzato attentamente le aree della testa sulle quali i capelli crescono normalmente e quelle dove non nasce un pelo. Ciò che è emerso è che, nelle zone glabre, le cellule dei follicoli capilliferi sono ricche di una particolare proteina, la prostglandina d2 sintetasi, che provoca un progressivo restringimento dei follicoli fino a renderli improduttivi.

L'INDIZIO

Le cause della caduta capelli sono note da tempo: fatta eccezione per alcune patologie dermatologiche e non, si diventa calvi essenzialmente per fattori genetici (ma non si parla di ereditarietà, bensì di attività endocrina) e per l'azione del principale ormone maschile, il testosterone. La ricerca della Pennsylvania University ha il merito però di avere individuato ciò che annuncia che l'irreparabile sta per accadere. Riuscire a intercettare il momento nel quale la prostglandina inizia ad accumularsi nei follicoli capilliferi significa potere reagire tempestivamente all'imminente calvizie attraverso l'uso di farmaci che potrebbero bloccare o addirittura far regredire la caduta capelli.

TOPI E TRAPIANTI

Nel corso dello studio, pubblicato su Science Translational Medicine, i ricercatori americani hanno potuto osservare che l'effetto degli accumuli di prostglandina d2 sintetasi è riscontrabile anche nei topi da laboratorio; infatti ratti geneticamente modificati al fine di rendere le cellule dei loro follicoli piliferi maggiormente in grado di recepire la proteina, sono nati e cresciuti senza nemmeno un pelo a ricoprirli. Inoltre la sperimentazione si è rivolta anche al trapianto di capelli nell'uomo e anche in questo caso è stata evidenziata l'azione negativa della prostglandina. Secondo George Costarelis, dermatologo a capo della ricerca, l'inibizione della crescita dei capelli inizia nel momento in cui la proteina si lega al recettore specifico che si trova nelle cellule dei follicoli capilliferi: «Il prossimo passo - ha dichiarato il ricercatore - sarà iniziare a cercare una sostanza in grado di impedire che la proteina si leghi al recettore e solo allora vedremo se questo sarà sufficiente per bloccare o far regredire la calvizie». Nel frattempo nei laboratori della University of Pennsylvania si sta procedendo a test clinici per valutare l'efficacia di alcuni farmaci, già conosciuti per creare un'azione di disturbo nel legame proteina-recettore, e valutare la possibilità di utilizzarli nella messa a punto di un farmaco anti-calvizie.
   

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