Caso Orlandi: Indagato Monsignor Vergali

  • 2014-02-04 18:37:37

La verità inizia ad uscire allo scoperto

NOVITA' ECLATANTI  per il caso Orlandi, il Monsignor Pietro Vergari, rettore fino al '91 della basilica di Santa Apolinare, ieri 18 Maggio è stato indagato dalla Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa della ragazza quindicenne, con l'accusa di concorso nel sequestro, aggravato dalla morte e dalla minore eta' dell'ostaggio.  Nell'occhio del mirino della procura, anche gli stretti collaboratori del boss (il cui corpo è stato riesumato lunedì scorso dalla Basilica):  Sergio Virtu', autista di De Pedis, Angelo Cassani, detto 'Ciletto', Gianfranco Cerboni, detto 'Gigetto' e Sabrina Minardi, l' amante di 'Renatino', unica supertestimone (spesso caduta in contraddizione) di questa vicenda. La procura, nell'inverno del 2009, volendo capire le ragioni della sepoltura di De Pedis nella cripta della Basilica, raccolse le dichiarazioni, come persone informate sui fatti, della vedova Carla Di Giovanni, di monsignor Vergari e dell'attuale rettore don Petro Huidobro. Gli inquirenti intendevano accertare, in particolare, se qualcuno avesse pagato per facilitare le pratiche per la sepoltura del boss. Di 'Renatino' e dei suoi familiari era stato lo stesso Vergari, sul suo sito che risale a qualche anno fa, a rivelare la natura dei rapporti.

Ecco le sue testuali parole

"Enrico De Pedis veniva come tutti gli altri, e fuori dal carcere ci siamo visti piu' volte: normalmente nella chiesa e altre volte fuori, per caso.Mai ho veduto o saputo nulla dei suoi rapporti con gli altri, tranne la conoscenza dei suoi familiari. Aveva il passaporto per poter andare liberamente all'estero. Mi ha aiutato molto per preparare le mense che organizzavo per i poveri. Quando seppi dalla televisione della sua morte, ne restai meravigliato e dispiacente". Vergari ricordava ancora: "Qualche tempo dopo la sua morte (febbraio '90, ndr), i familiari mi chiesero, per ritrovare un po' di serenita' e perche' (De Pedis) aveva espresso loro il desiderio di essere un giorno sepolto in una delle antiche camere mortuarie, abbandonate da oltre cento anni, nei sotterranei di Sant'Apollinare, di realizzare questo suo desiderio. Furono chiesti i dovuti permessi religiosi e civili, fu restaurata una delle camere e vi fu deposto... Restammo d'accordo con i familiari che la visita alla cappella funeraria era riservata ai piu' stretti congiunti. Questo fu osservato scrupolosamente per tutto il tempo in cui sono rimasto rettore, fino al 1991".

Secondo la versione ufficiale, Vergari spedi' la signora De Pedis dal Vicario di Roma, cardinal Ugo Poletti, con questa dichiarazione: "Si attesta che il signor Enrico De Pedis e' stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la Basilica e ha aiutato concretamente tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale.

Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana". Non e' chiaro che cosa abbia determinato l'iscrizione di Vergari sul registro degli indagati. Di certo c'e' che il Vaticano sta collaborando con l'autorita' giudiziaria, a cominciare dall'apertura della tomba di De Pedis e dalla perquisizione della cripta della Basilica."


GRANDE MERITO A "CHI L'HA VISTO?"

A dar un forte impulso per l'accetamento dei fatti, è stata la nota trasmissione "Chi l'Ha Visto", condotta dalla Sciarelli, che grazie all'audacia dei familiari, fra cui il fratello di Manuela, Pietro, si è riusciti a risollevare l'opinione pubblica mediante una serie di iniziative dal forte impatto mediatico,   riportando così alla luce molti "scheletri nell'armadio" ormai dimenticati,  di gente "intoccabile" e omertosa di professione.

E' proprio qui il punto: dal ritrovamento del corpo di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa della santissima Trinità, al rinvenimento di ossa femminili nella cripta della Basilica di Santa Apolinare, i casi inquietanti di possibili concorsi ad omicidio, con conseguente inquinamento delle prove da parte di uomini di Chiesa, si fanno sempre più frequenti.
Da secoli ALCUNI INDIVIDUI, in modo insospettabile operano nell'occulto, facendosi forza di quella CORTINA INSUPERABILE RAPPRESENTATA DALLA GIURISDIZIONE VATICANA......la gente comincia a non tollerare più gli abusi fatti da coloro i quali, con la scusa del segreto confessionale, nascondono fatti e misfatti che dovrebbero essere noti alla magistratura a fronte di una maggiore tutela della sicurezza pubblica.

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Minacce in DIRETTA alla SCIARELLI

Ma si sà, quando " il coltello nella piaga comincia a girare" sono inevitabili anche le reazioni di taluni loschi individui, come Giuseppe De Tomasi, detto il "Sergione"  (storico esponente della banda della Magliana, agli arresti domiciliari), il quale durante la diretta di Mercoledì scorso a "Chi l'ha visto?", ha minacciato chiaramente la Sciarelli e lo Staff della trasmissione,  con queste testuali parole:
"Dovete vergognarvi, continuate a speculare sulla vicenda, mi fate schifo! Se fossi li vi sputerei in faccia tutti". La conduttrice di "Chi l'ha visto?" reagisce, chiedendo insistentemente se è vero che, ai centralini, abbia minacciato la redazione con la frase 

"Io vi mando i carri armati a casa!!"

Il botta e risposta continua con le accuse reciproche di De Tomasi e della Sciarelli, fino al momento in cui la conduttrice chiude furente il discorso: "Noi non ne possiamo più, sono anni che continua con le sue querele, le sue minacce e tutto il resto. Noi siamo giornalisti, e riferiamo solo quanto stabilito dalla procura". 

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