Cleveland, aborti e gravidanze nascoste nella casa degli orrori

  • 2013-05-09 11:44:22

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A dieci anni dalla loro scomparsa, Amanda Berry, Michelle Knight e Gina Jesus, sono riuscite finalmente a fuggire dalla prigionia dei loro tre aguzzini Ariel Castro, 52 anni, e dei suoi due fratelli Pedro e Onil (rispettivamente di 50 e 54 anni), gente apparentemente insospettabile, considerati dai vicini come persone brave.

APTOPIX Missing Women Found

Rapite in circostanze diverse, ma nelle stesse modalità e nella medesima zona per mano di Ariel Castro autista di scuola bus, le tre giovani ragazze sono state rinchiuse per tutto questo lungo tempo in una cantina bunker blindata, accuratamente insonorizzata e in condizioni disumane, legate da catene e corde.

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Nessuno dei vicini di Castro si era mai accorto di nulla. L'uomo, da tempo separato dalla moglie, entrava sempre dal retro, teneva costantemente le tende di casa abbassate e le luci spente. Sembrava che avesse una figlia che lo veniva a trovare di tanto in tanto. Resta da capire se anche lei fosse all'oscuro di tutto o se si tratti di una complice. Ma grazie all'azione eroica di un vicino di casa che ha ascoltato delle grida , ieri 7 maggio 2013, sono riuscite a fuggire e a chiedere aiuto alla polizia. Con loro, c'era anche una bambina di 6 anni, figlia di Amanda.

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Michelle Knight, Amanda Berry, Gina de Jesus hanno rivelato particolari davvero inquietanti di questo decennio di prigionia nella casa degli orrori. Raccontano di frequenti abusi sessuali e quando una di loro rimaneva incinta, gli aguzzini la picchiavano brutalmente nella speranza di farla abortire. L'autista Ariel Castro, e i due fratelli  sono stati immediatamente arrestati e le ragazze condotte in ospedale, per accertarsi delle condizioni fisiche e psicologiche. Oggi finalmente dismesse, sono ritornate a casa insieme ai loro cari. «L’incubo è finito. Queste tre ragazze ci hanno fornito la definizione più pura di sopravvivenza e perseveranza», ha detto Steve Anthony, agente speciale del Fbi. «Le famiglie di queste tre giovani non hanno mai abbandonato la speranza e nemmeno le forze dell’ordine. Come potete immaginare, le parole non possono descrivere l’emozione che proviamo noi tutti. Anche le forze dell’ordine piangono».

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