Dimissioni di un Leghista: "Il corpo di quella donna indiana, ha inquinato il nostro fiume sacro, il Po!"

  • 2014-02-04 15:26:59
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Ancora una volta una squallida vicenda di discriminazione da parte dei componenti del partito Lega Nord. Mentre la scorsa volta al centro delle polemiche ci fu Venturi , il quale dichiarò "scherzosamente" con un messaggio FB che il Terremoto in Emilia era stato causato dalla Lega che si stava staccando dal resto dell'Italia, questa volta pur essendo uguale la dinamica, cambiano i contenuti. Il leghista in questione è un certo Luca Dordolo, consigliere comunale di Udine. Lo scorso 28 Maggio, è stato costretto a dimettersi sulla spinta di esponenti del  centrosinistra a causa di una frase fortemente compromettente e discriminatoria, rilasciata  dal suo canale FB, ai danni di una donna indiana incinta, il cui corpo esanime era stato gettato dal marito nel fiume Po. Il leghista infatti aveva scritto un'aspra opinione riguardo questa vicenda, parlando che il corpo della donna avrebbe provocato "l'inquinamento delle acque del loro fiume sacro, il Po". Ecco lo screen shot del vergognoso messaggio apparso su FB:

 

DOPO "L'ASCENSIONE MISTICA" DEGLI ALTRI ESPONENTI DEL SUO PARTITO, SCESI IN CAMPO PER INVITARLO AL PENTIMENTO, IL "BEATO DORDOLI" ancora "EXSTASIATO" OGGI SI SENTE PECCATORE E CHIEDE SCUSA..... IL LEGHISTA CHIEDE SCUSA  - ‘Mi rendo conto – afferma oggi Dordolo in una nota – che la mia provocazione e’ stata completamente sbagliata nei modi e nei termini. Volevo portare all’attenzione la condizione infima della donna in alcune culture e la mancanza di volonta’ di integrarsi di alcuni immigrati, ma ho sbagliato. Dordolo ammette che, con il suo messaggio su Facebook ha fatto ‘passare per ‘colpevole’ quella che invece e’ una povera vittima, dando cosi’ un’idea xenofoba e razzista di me e del partito che rappresento. In realta’ non sono minimamente quello che un mio inqualificabile commento su Facebook ha invece fatto credere. Di tutto cio’ me ne scuso profondamente con tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle mie dichiarazioni aberranti’.
 

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