E' morto Lucio Dalla, stroncato da un infarto

  • 2014-01-05 16:38:17

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Lo ha stroncato un infarto durante il tour in Svizzera"Ieri sera era felice e in forma" La sua casa era sull'Etna"

Choc nel mondo della musica e dello spettacolo. E' morto Lucio Dalla. Era nato a Bologna, come aveva scritto in una delle sue canzoni più belle, il 4 marzo 1943. Lo ha stroncato un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. Il cantante bolognese sembrava fino a ieri in buone condizioni: infatti ieri sera aveva regolarmente tenuto il concerto che era in programma. L’ultima apparizione sugli schermi televisivi è stata al Festival di Sanremo presentato da Gianni Morandi. Sul palco dell’Ariston il cantautore si è esibito con il giovane Perdavide Carone che cantava «Nanì» accompagnandolo e dirigendo l’orchestra. «L'ho sentito ieri sera, è vivissimo», continuava a ripetere al telefono poco fa Roberto Serra, bolognese amico storico di Lucio Dalla e fotoreporter di professione, che non voleva credere alle notizie che arrivano da Montreux. «Non è possibile, mi ha telefonato ieri sera, stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso».«Era contento per un'intervista che gli avevano fatto - ha cambiato verbo Serra quando è stato chiaro che l'amico fosse scomparso per un attacco cardiaco - e per il tour europeo che aveva appena cominciato. Diceva che era emozionante ritrovare i luoghi di un analogo tour di trent'anni fa e di trovare, pur nella diversità delle situazioni, la stessa positiva risposta di pubblico di allora. Era a Zurigo, Stava andando a Montreux, era felice». Il suo ultimo viaggio. Dopo il festival di Sanremo, Lucio Dalla era impegnato da pochi giorni in un tour internazionale che avrebbe concluso il 30 marzo a Berlino. La tournee era cominciata a Lucerna il 27 ed era proseguita la sera successiva a Zurigo. Dopo la tappa di Montreux, in programma ieri sera, il tour prevedeva altre date tra cui Basilea, Berna, Ginevra, Lugano, Parigi, Dusseldorf, Amburgo, Brema, Francoforte, Lussemburgo, Stoccarda e Monaco, fino al tappa conclusiva a Berlino. In scena sempre. Il tour seguiva la recente pubblicazione di ’Questo è Amorè, doppio cd contenente alcune perle nascoste della sua sterminata discografia, e la produzione e realizzazione di ’Nani« e altri racconti....’, il nuovo album di Pierdavide Carone. Il tour europeo era una consuetudine che si ripeteva dai primi anni ’80 a intervalli regolari e che poneva il cantautore tra gli artisti meglio radicati tra le preferenze delle platee europee più attente. Nei concerti Dalla interpretava i più grandi successi che l’hanno reso famoso in tutto il mondo e inserito a pieno titolo nella storia della musica italiana contemporanea: da ’Carusò a ’04/03/’43’, da ’Come è profondo il marè a ’Balla balla ballerinò, da ’L’anno che verra» a ’Futurà e ’Piazza Grandè.  Dalla era accompagnato da una band composta da Fabio Coppini alle tastiere, Bruno Mariani alle chitarre, Gionata Colaprisca alla batteria e percussioni, Roberto Costa al basso, Marco Alemanno nella doppia veste di attore e di vocalist insieme ad Emanuela Cortesi. Da oltre un decennio Luicio Dalla aveva preso casa sull’Etna, a Milo, e sulle pendici del vulcano il cantautore bolognese produceva un vino, in rosso e in bianco. Lo aveva battezzato «Lo Stronzetto dell’Etna» e gli era valso qualche riconoscimento della critica enologica. Lo scorso 4 agosto Dalla, davanti al «Castagno dei Cento Cavalli», albero tra i più antichi d’Europa, aveva tenuto una «lectio magistralis», su «Mito e leggenda tra passato e presente; la funzione pedagogica e sociale dell’immaginario fantastico». Introdotto dal poeta Angelo Scandurra, il cantante era stato accompagnato alla tastiera dall’artista Marco Alemanno che ha letto brani tratti da «Viaggio in Sicilia e a Malta» di J.Houel, «Ricordi del viaggio In Sicilia» di E. De Am icis, «Viaggio in Italia» di J. W. Goethe ed il «Polifemo innamorato» di Santo Calì. Dalla aveva concluso la serata con due ’mitichè canzoni del suo vasto repertorio musicale, «Itaca» e «4 Marzo 1943». fonte: La Stampa.it

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