ILVA: GIUSTIZIA fatta in MEMORIA dei MORTI di CANCRO a Taranto

  • 2014-03-07 11:50:51
Le riconoscete queste persone? Si tratta del Patron Emilio Riva e i figli Claudio e Fabio Arturo, proprietari dell'ILVA di Taranto agli arresti domiciliari disposti dalla Magistratura di Taranto con l'accusa di "disastro ambientale e omicidio colposo plurimo" a causa dei fumi e delle polveri dannose emesse dallo stabilimento siderurgico a ridosso della città. Nonostante i pesanti capi di imputazione, il gruppo Riva si è sempre proclamato innocente e di essersi attenuto alle norme che miravano al Rispetto dell'Ambiente, come la riduzione di polveri e gas altamente inquinanti nell'atmosfera. Regole che di giorno venivano rispettate con rigore, ma durante la notte in barba alla salute pubblica, e lontano da occhi indiscreti, spudoratamente trasgredite.
L'appello disperato dei cittadini a seguito dei tanti decessi di tumori, si è protratto negli anni a politici e funzionari, ma la situazione in realtà non è mai sembrata cambiare. Si pensi che durante il periodo delle elezioni politiche, il caso Ilva veniva sempre preso a cuore dai politici, che con bellissimi paroloni privi di fondamento, instillavano tanta certezza e speranza negli animi dei cittadini e che poi si è rivelata ARIA FRITTA a favore di Riva.
 
Intanto i fumaioli dell'ILVA continuavano negli anni a gettare veleni nell'aria, nel mare, nei polmoni degli abitanti di Taranto, CREANDO grossi  DANNI ALL'ECONOMIA locale, come abbattimento di bestiame e lo smaltimento di quintali e quintali di cozze per l'altissima concentrazione di DIOSSINA, sostanza ritrovata in grandi concentrazioni anche nel latte materno e nelle urine dei cittadini.
                     
Nonostante il continuo incremento di MORTE PER CANCRO, soprattutto di BAMBINI, i cittadini, unitisi in associazioni ambientaliste,  non ricevendo alcun riscatto dai precedenti processi contro l'ILVA e non potendosi appellare più a nessuno, si sono appellati alla SORTE, murando questo cartello "SENTENZIALE" fuori le  loro case......
ilva  
Ma il cuore di pietra dei Riva, pareva non FREGARSENE NIENTE e imperterriti hanno continuato ad affrontare i processi,  a loro dire a "testa alta", a fronte delle dure condanne di tutti quei cittadini che finalmente hanno capito di non doversi arrendere e che dovevano continuare ad aver fiducia e speranza nella magistratura.   Poi finalmente la svolta a Luglio del 2012:  il GIP, nella persona di Patrizia Todisco, riesaminando i fascicoli processuali, ha ordinato l'immediato sequestro dei reparti inquinanti dello stabilimento a caldo: parchi, minerali, parti cokerie, l'area di agglomerazione, l'area altiforni, le acciaierie, GrF ( gestione Rottami Ferrosi ).
 
Ecco i Fascicoli Processuali
  1. Inchiesta_Ilva_Taranto01
  2. Inchiesta_Ilva_Taranto02
E dopo una dura lotta, filmente i PARENTI DELLE VITTIME, hanno avuto il loro riscatto:
 
  1. - è stata CONFERMATA L'ORDINANZA DI CUSTODIA AGLI ARRESTI DOMICILIARI DI RIVA, FIGLI E DIRIGENTI;
 
  1. - l'ILVA ritornerà a produrre solo dopo l'avvenuta messa a norma degli impianti inquinanti e verrà iniziata un'opera di bonifica di tutte le  zone contaminate.
 
I Riva ancora una volta sono riusciti attraverso il ricatto occupazionale a gestire l'intera situazione da dietro le sbarre, manovrando oltre 12.000 operai del mostro siderurgico, che, PER CARITA' se meritevoli da una parte di tutta la solidarietà per il rischio del posto di lavoro, dall'altra hanno TUTTO IL BIASIMO, a causa delle loro ristrettezze di vedute. Fra l'incudine e il martello hanno preferito rimanere schiavi incondizionati di Riva e figli, i quali hanno spostato ora l'attenzione sugli altri stabilimenti di Genova e Novi, ricattando anche quell'altra fetta di operai che si vedono minacciati del loro posto di lavoro.... MA RIVA SOLDI DALLA TASCA  NON NE VUOL CACCIARE per mettere in norma i suoi cantieri, e PREFERISCE far leva con la "clava occupazionale",   al fine di ricevere i finanziamenti europei per il progetto.
 
In altri termini: RICATTO OCCUPAZIONALE.
 
Si pensi che persino l'arcivescovo di Taranto  mons. Filippo Santoro, che è sempre stato anonimo per questa città, ha preso le parti di Riva e dell'Ilva,  organizzando una fiaccolata di speranza  in loro onore....... ciò alla FACCIA DI TUTTI I MORTI DI CANCRO, che per la CHIESA (a questo punto) rapprensentano  una MACABRA FONTE DI GUADAGNO: celebrare FUNERALI.
 
Ma intanto c'è chi dalla rete esprime il suo pensiero: MEGLIO MORIRE DI CANCRO CHE DI FAME! Solo chi ha seguito  le sofferenze di parenti e persone care morte di tumore, è in grado di capire quanto sia orribile questa malattia... e mentre guarire dal cancro è raro e doloroso,  TROVARE un' ALTRA OCCUPAZIONE puntando su diversi settori, come il turismo e tutte le sue branche, è POSSIBILISSIMO. Ma fin quando la gente di qui, non capirà questo, la situazione a Taranto non migliorerà mai.
 
E PER CONCLUDERE:

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE ALLA MAGISTRATURA DI TARANTO E SOPRATUTTO AL GIP PATRIZIA TODISCO, DA PARTE DI TUTTI NOI  CITTADINI DI TARANTO

SIAMO FIERI DI AVERVI IN RAPPRESENTANZA DI UNA MAGISTRATURA LEALE ED INCORRUTTIBILE, A FAVORE DELLA SALUTE PUBBLICA DI TARANTO

 

......GRAZIE

 

Cerca nel sito