"L'ONNIASSENZA".... L'ARTE DI ARON WIESENFELD

  • 2014-02-04 11:53:46

 
Aron Wiesenfeld è nato a Washington nel 1972, e ha trascorso gran parte della sua infanzia a Santa Cruz, California. Sua nonna gli trasferì sin da piccolo la passione per la pittura che espletava curiosamente, dipingendo sui muri di casa sua. Appassionato di fumetti, all'età di 12 realizzò i suoi primi lavori ispirandosi a fumettisti come D & D e Frazetta e Frank Miller e continuò fino al 1990, decidendo poi di proseguire i suoi studi d'arte alla Scuola della sua città. Poi ha continuato la sua carriera da artista a Wildstorm, disegnando per le mini-serie "Team 7" e "Deathblow e Wolverine"; ha poi collaborato per la Marvel con l'annuale X-Men (1993), "Cable" e per la mini-serie "Guardian Angel" nel 2002.

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LO STILE L'arte di Aron Wiesenfeld risente dell'influenza contemporanea di artisti come John Currin, Edward Hopper, prediligendo la tecnica a carboncino e tinte ad olio. Tenebroso, misterioso, evocativo ed onirico le proporzioni delle sue figure, risultano essere leggermente oblique. Il tema principale nei suoi dipinti è rappresentato dalle figure umane - generalmente ragazze - spesso ritratte in contesti paesaggistici malinconici e isolati che mettono in rilevanza la vulnerabilità delle donne e la loro apparente fragilità. Ognuna di loro ha infatti una storia intima da raccontare e rappresentano una situazione, suscitando nell'osservatore attento, energia palpabile e autodeterminazione, ma al contempo arresto, silenzio, solitudine e introspezione. Fiere e determinate, i personaggi di Wiesenfeld, infatti incarnano un pò quella che è la sua concezione: sembrerebbero essere le vere eroine, le uniche protagoniste che affrontano le avversità con audacia, nonostante la loro evidente mancanza di preparazione. E' come se l'autore volesse fermare la nascita della paura, la prima risalita dell’istinto di sopravvivenza a danno della logica. Oltre agli inquietanti scenari, l'artista ripropone spesso nei suoi dipinti tunnel, gallerie, fori e grandi "aree nere". In particolare, l'entrata nel tunnel, per l'artista rappresenterebbe un simbolo carico di morte, come un varco tra una realtà e l'altra, e la rinascita, come l'inizio di un viaggio sotterraneo, anch'esso pieno di simbolismo. Silenzio, solitudine e dimensione dell’ignoto immobilizzano lo spettatore,restituendo una rappresentazione che permetta di accettarla e dunque viverla come normalità, come dimensione di vita comune, come condizione umana. E' innegabile notare come il disincanto, l’incertezza, baratri e punti ciechi costituiscano il tema conduttore dell’arte di questo autore contemporaneo, che alcuni critici definiscono come "L'ONNIASSENZA" di ARON WIESENFELD.

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