NUOVE Modifiche sul CODICE CIVILE: i CANI e i GATTI sono da Considerarsi CONDOMINI

  • 2014-03-07 11:20:32
28 Settembre 2012
E' stata approvata ieri all' Aula della Camera la nuova norma che consente agli animali domestici di di poter vivere nelle abitazioni dei condomini. "Vietato vietare" dunque, è la norma che ha stravinto con un plebiscito di 332 SI, un solo NO e 1 solo ASTENUTO, perche gli animali domestici sono da considerarsi effettivi condomini dell'abitazione. Ed ora è pronta per  passare al Senato. Gli animalisti si ritengono soddisfatti della decisione e la LAV (Lega antivivisezione) spiega che con l'integrazione di questa nuova norma nel Codice Civile, le norme interne condominiali NON POTRANNO PIU' VIETARE DI POSSEDERE O DETENERE ANIMALI DOMESTICI, mettendo così un paletto definitivo a tutte quelle discriminazioni che da tempo si assistevano nelle assemblee condominiali e nei tribunali. Ma la norma approvata peraltro fa una distinzione tra animali domestici ed esotici e fissa un discrimine decisivo che, se da un lato evita che i regolamenti condominiali vietino la detenzione di cani, gatti, criceti, uccelli, pesci rossi, conigli, ecc., dall'altra fa in modo che i regolamenti condominiali vietino la detenzione di animali esotici''.

Per la Lav, che si è sempre imbattuta per il diritto degli animali, si tratta di una "vittoria per tutte quelle famiglie italiane che vivono con circa 20 milioni di animali in casa. In questo modo, rileva la Lav, «l'Italia adegua un'altra parte della propria legislazione ai principi contenuti nel trattato Europeo che definisce gli animali esseri senzienti, e al codice penale che punisce i loro maltrattamenti». «È un nuovo, concreto passo per porre fine a una discriminazione contro chi vive con animali domestici. Una pace sociale che dovrà essere rispettata da tutti, senza alcun dubbio interpretativo», dice Gianluca Felicetti, presidente della Lav. Inoltre, «l'approvazione di questa nuova legge fa venir meno inutili controversie giuridiche, con grande vantaggio per la 'macchina della giustizia'».
   

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