Primo Convegno nazionale dell’Ordine supremo militare del tempio di Gerusalemme

  • 2014-05-22 17:47:41
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Sabato 17 Maggio 2014, presso l’Hotel Europa di Taranto, si è tenuto il Primo Convegno nazionale dell’Ordine supremo militare del tempio di Gerusalemme, dedicato alla figura dell’imperatore Federico II di Svevia. L'evento è stato organizzato e voluto dai Cavalieri di Malta in rappresentanza del prof. Stelio W. Venceslai, G. Priore OSMTH Italia e l’ing. Filippo Grammauta, segretario generale dell’Accademia Templare, in collaborazione con l'Ing. Fabio Bevilacqua di Taranto.

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Erano presenti all'evento, alcuni rappresentanti dell'Associazione Nazionale Bersaglieri, critici letterari come il prof. Giuseppe Santoiemma, e appassionati del settore.

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Durante la serata, lo scrittore tarantino Luigi Vellucci ha presentato la sua opera letteraria intitolata “Io Federico II, Il romanzo della mia vita”, già vincitore del Premio “Saturo d’argento”, e del Premio Moica per la narrativa.
Inoltre l'autore ha recitato in sala, alcuni brani e versi d’amore tratti dal suo “Io Federico II” e, dal suo romanzo storico “Manfredi di Svevia”. Brani e versi molto sentiti e applauditi dal competente e sensibile pubblico presente, proveniente dal Lazio, dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Basilicata.

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L’ing. Filippo Grammauta, ha illustrato esaurientemente il periodo federiciano e la figura di Jacque De Molay, uno degli ultimi templari messo al rogo da Filippo il Bello.
E ancor più coinvolgente, il successivo intervento del prof. Stelio W. Venceslai, che con una padronanza etica ed una profonda preparazione culturale ha intrattenuto i presenti rispondendo a domande e curiosità storiche circa i Templari di un tempo e quelli di oggi.

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E per finire, a chiudere la ricca serata culturale, la consegna del Premio “J. De Molay” al prof. Luigi Vellucci e al Dott. Fabio Matacchiera, personaggio esemplare tarantino, noto per essersi impegnato fattivamente nella difesa dell'ambiente sul territorio jonico.

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Note Bibliografiche dello scrittore Luigi Vellucci

Ingegno versatile e acuto, Luigi Vellucci nasce a Taranto, si laurea in lettere nel 1967 presso l’ateneo barese, insegna nella scuola media e coltiva altresì interessi che spaziano dallo sport (che pratica anche come agonista), al giornalismo, allo studio del Medioevo, delle tradizioni popolari, dell’Ovest americano e delle radici magno-greche della nostra civiltà.
Scrive, sin da ragazzo, versi in lingua e in vernacolo pubblicando diverse opere; seguono negli anni, due libri di racconti:Fantasia Tarantina e Il Braciere; due romanzi: Eleonora e Io, Federico II.I libri di Vellucci vengono adottati o consigliati ben presto come testi di narrativa nella scuola media, non solo per il valore artistico ma per quello educativo nonché per quella ricchezza di contenuti che vanno dal bozzetto alla favola, dalla poesia alla storia. Il recupero della memoria, del passato, racconti, fatti veri ascoltati, sono lo spunto iniziale di questi libri nei quali il Vellucci fonde armonizzando realtà e fantasia con quel tono pacato, sereno, a volte bonariamente ironico, proprio dei narratori di classe. Fra i tanti riconoscimenti conseguiti da Vellucci particolarmente significativi sono:

  1. - Primo premio per la poesia dialettale al Premio M.O.I.CA.
  2. - Primo premio per la narrativa “Città di Taranto” per “Eleonora”
  3. - Primo premio per la poesia al premio “Ignazio Di Napoli”
  4. - Primo premio per la narrativa “premio M.OI.CA con “Io, Federico II”
  5. - Primo premio per la narrativa al Saturo d’argento” con “Io Federico II”
  6. - Primo premio per la poesia dialettale al Premio M.O.I.CA 2011


Libri Consigliati di Narrativa


libro1
Vellucci narra e scolpisce, con l’ala della fantasia a volte, e a volte con il bulino della storia documentata l’avventura terrena e leggendaria di re Manfredi. E lo fa con senso storicistico e con un sentimento lirico di scrittore che tra storia e fantasia trova infine il suo approdo nella poesia in un lavoro organico, evidente per freschezza di linguaggio narrativo e di estro artistico.

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IO, FEDERICO II è un affresco di straordinaria forza icastica che ti sorprende, ti affascina e ti coinvolge in un’atmosfera creata dall’autore il quale fonde e armonizza fantasia e realtà, storia, leggenda e sogno… L’opera di Vellucci risultava vincitrice assoluta del Premio Saturo d’argento 2005 e del premio MOICA.

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Un grande romanzo d’amore. Una storia romantica e struggente in un’Italia sconvolta dal secondo conflitto mondiale. L’autore che ha la stoffa del fine narratore è capace di immergerti nel periodo rievocato e di farti immaginare, anzi vedere ciò che racconta; dispone poi della finezza psicologica nel descrivere fatti e persone con la parola poetica che si fa suono, musica e come un’overture, t’ammalia e t’incanta.

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“Barbarossa”, pur così ricco di documentazioni storiche, è romanzo intriso dei sentimenti più profondi, di grandi amori, di quella spiritualità e di quell’atroce violenza tipica del Medio Evo. E ciò crea quell’atmosfera coinvolgente di storia e mistero che caratterizza l’opera di Vellucci.


Saggistica

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Un’attenta ricerca antropologica che mette in luce l’anima popolare custode delle proprie tradizioni che affondano le radici nel tempo e nella storia. Un mondo sommerso fatto di proverbi, scioglilingua, modi di dire e di essere, di giochi antichi e mestieri d’una volta e poi di serenate, riti nuziali e il tarantismo delle donne pizzicate. E infine apparel’horror nostrano du’ lupenarie, il lupo mannaro, ‘a Ure lo spettro o anima della casa e così‘u munacijdde, il monichetto. Un po’ tutto il mondo di Vellucci riemerge in quest’opera: le tradizioni, la storia, la mitologia, i proverbi, la leggenda, l’aneddoto, la favola, proposti in quel suo raccontare che crea un’atmosfera antica nella quale la memoria delle tradizioni si propone come riscoperta di valori.

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