Ultime notizie dal mondo: Ritorna l'INCUBO TSUNAMI nell'Oceano Indiano

  • 2014-03-10 11:34:21

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Terremoto al largo di Sumatra, scosse avvertite fino in India. E' la zona devastata nel 2004. Evacuate le spiagge. La notizia risale a circa 5 ore fa.

 Lungo le coste dell’Oceano Indiano per qualche ora si sono vissuti gli stessi momenti di terrore del 26 dicembre 2004: quando un terremoto di magnitudo 9,1 scatenò un’onda anomala colossale, in grado di seminare morte e distruzione dall’Indonesia fino all’Africa orientale.
Poi l’emergenza è rientrata, ma non prima che sembrasse essere riemerso dagli abissi l’incubo della massa d’acqua inarrestabile, che tutto invade, sommerge e travolge.
Alle 14,38 locali, le 10,38 in Italia, un nuovo sisma di magnitudo 8,6 ha infatti colpito Sumatra, e in particolare la provincia occidentale indonesiana di Aceh. Si sono quindi susseguite diverse scosse di assestamento di notevole potenza, da 8,2 a 8,6 gradi, che hanno costretto Giacarta di diramare più volte l’allarme tsunami. Nel frattempo il Centro di Preavviso creato all’epoca del disastro di fine 2004 ha lanciato l’ordine di vigilanza per l’intero Oceano Indiano. Come in un gioco di carte, il relativo allarme dall’Indonesia si è propagato alla Thailandia, alla Malaysia e a Singapore, mentre alle popolazioni era ordinato di evacuare le zone costiere per cercare riparo nell’interno. Allarme tsunami anche in diversi Stati dell’India, a est e pure a ovest; allerta rosso, cioè di grado ancora più elevato, nei remoti arcipelaghi delle Andamane e delle Nicobare. Analoghi provvedimenti sono stati adottati nello Sri Lanka, alle Maldive e persino nella lontana isola della Riunione, a est del Madagascar. Poi è stata la volta di Kenya e Tanzania. Ovunque l’emergenza è stata aggravata dal fatto che quasi tutte le aree considerate a rischio erano al contempo mete del turismo internazionale, e dunque le potenziali ripercussioni del fenomeno tellurico si preannunciavano ancora più vaste. Chiuso l’aeroporto internazionale sull’isola di Phuket. Apparendo in televisione per rassicurare i connazionali, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha minimizzato l’entità dell’emergenza, sottolineando che non sussisteva «alcuna minaccia immediata». Di parere simile un’esperta del Centro di Controllo Geologico del Regno Unito, la sismologa francese Susanne Sargeant, secondo cui si è trattato di un movimento tellurico orizzontale, non verticale, e dunque il pericolo di uno tsunami si presentava basso. I fatti hanno dato loro ragione. Malgrado le segnalazioni di almeno tre onde anomale di un metro, gradualmente la situazione si è normalizzata un po’ ovunque, e gli allarmi sono stati revocati uno dopo l’altro: merito anche della profondità dell’epicentro, localizzato 33 chilometri al di sotto del fondale oceanico, che ha consentito di disperdere un’energia equivalente a quella che libererebbe l’esplosione di 100 milioni di tonnellate di tritolo.  

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