I maschi del moscerino che non fanno sesso, si consolano con l’alcol

  • 2014-03-10 12:39:04
La notizia può far sorridere, ma anche riflettere: la mancanza di sesso spinge verso l’alcolismo. Almeno è quello che succede ai moscerini della frutta. Lo dimostra una ricerca scientifica realizzata da un gruppo di ricercatori dell’Università della California di San Francisco, che ha scoperto una molecola a doppia azione, che collega una vita sessuale frustrata con la tendenza a bere.

La ricerca potrebbe rivelarsi importante nell’uomo, per combattere le dipendenze. Lo studio pubblicato sulla rivista Science, ha osservato che se le femmine del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) rifiutano le avances sessuali, i maschi delusi sono spinti a un eccessivo consumo di alcol e cominciano a preferire i cibi con un alto tasso alcolico, a differenza di quanto fanno i maschi soddisfatti. Responsabile di questo comportamento è una molecola prodotta nel cervello dei moscerini, chiamata neuropeptide F e molto simile al neuropeptide Y presente nell’uomo.

L’ipotesi dei ricercatori è che questa molecola potrebbe essere collegata alla dipendenza da alcol e droghe nell’uomo. L’esperimento è stato condotto ponendo in una teca un gruppo di insetti maschi e un gruppo di femmine, di cui una parte ancora non fecondate. Mentre queste ultime accettano facilmente le attenzioni dei maschi, quelle già fecondate respingono i maschi e dopo una serie di rifiuti abbandonano progressivamente l’interesse al sesso  tanto che, anche se posti con sole femmine non fecondate non tentano neppure di approcciarle. Dopo qualche giorno gli insetti maschi sono stati posti dinanzi a due contenitori con del cibo, uno dei quali ricco di alcol;  i maschi rifiutati dalle femmine hanno consumato la bevanda alcolica in misura quattro volte superiore agli altri.

I moscerini della frutta sono usati spesso nella ricerca perché considerati un “organismo modello”, sia per la facilità con cui si alleva e la rapidità di riproduzione, sia perché il suo genoma ha molte similitudini con quello umano. Circa il 60% delle malattie genetiche dell’uomo si possono verificare anche nel patrimonio genetico di questo piccolo insetto.

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