Curiosità Storiche: "....e io metto una tassa sulla pipì!"

  • 2014-03-19 17:02:08

L'imperatore Romano Vespasiano fu un ottimo amministratore, disposto a "cavare denaro anche dalle pietre" pur di salvare l'impero dalla crisi economica. Ma più che dalle pietre, l'imperatore ricavò soldi da altre due fonti: dagli ebrei e dai fullones (tintori-lavandai).
Ai primi su imposto il fiscus iudaicus, una tassa sul culto. Sui secondi invece gravò una singolare "pipì-tax", applicata ai gabinetti pubblici. Secondo fonti storiche infatti i lavandai dell'epoca erano soliti raccogliere gratis l'urina dalle latrine per ricavarne ammoniaca. Ma Vespasiano decise che quella "merce" andava pagata. Si narra che per questa tassa, fu criticato da Tito ed egli a tutta risposta mostrò al figlio i soldi ricavati e glieli fece annusare, commentando con una celebre frase: "Pecunia non olet" ("Il denaro non puzza"). In memoria del sommo Imperatore romano, dall'800 fino a pochi decenni fa, i gabinetti pubblici furono detti "vespasiani".

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