Strano ma vero: "Museo del Burlesque"

  • 2014-03-19 20:55:17
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Al 29053 di Wild Road a Helendale, in California, in un ex recinto per capre, sorge l'Exotic World Burlesque Museum, il Museo del Burlesque e del Mondo Esotico, ideato e diretto da Dixie Lee Evans, ex stripper anni quaranta, conosciuta come "The Marylin Monroe od Burlesque". Dixie Lee Evans riceve i suoi visitatori con smaglianti sorrisi, tutta inguainata in un vestito succinto. Non si fa pregare per intervistarla e sfodera apertamente tutto il repertorio della sua vita.

In breve, spiega che ha iniziato la carriera di stripper negli hangar e nelle baracche abbandonate di periferia. Si spogliava per 25 centesimi, a tempo di musica esotica, tra gli applausi di un pubblico misto: soldati, operai e adolescenti lascivi e scatenati. "Quelli erano già grandi strip-tease! Fui io per prima a fare lo show burlesque, oggi famoso in America quanto il baseball e la torta di mele", afferma Lee con vistosa soddisfazione. Poi si lascia andare e, maliziosamente, confessa sottovoce le sue intimità con Joe di Maggio, dopo il divorzio con la Monroe.
La collezione del Museo inizia con le toilette delle superstar storiche dello strip-tease: Jayne Mansfield, Rita Atlanta, Blaze Starr, Tempest Storm, Sally Rand e, naturalmente, la nostra mitica Dixie. Nel museo si rivive l'atmosfera del vecchio burlesque in tutti i suoi dettagli: dalle musiche alla biancheria intima indossata dalle strippers, dai filmati d'epoca alle bottiglie di champagne scolate e ai fiori, ormai secchi e polverosi, ricevuti dai fan.
Segue una vasta rassegna fotografica relativa ai burlesques hollywoodiani più famosi, tra cui il Brandy Boom Boom, lo Sheri Champagne e il Crashing the Movies, lo show con il quale Lee divenne famosa. Alla domanda: "Quali sono le differenze tra strippers della sua generazione e quelle di oggi?", Lee simpaticamente risponde: "Non si possono confrontare le padelle di ferro della nonnna con il microonde". Altra particolarità del Museo, sono alcuni "pezzi di arredamento", ottenuti da una volgare stampa messicana, con una nicchia ricavata da lattine riciclate. Sul sito online del Museo è possibile inoltre acquistare magliette con il logo, stravanti baby-doll rosa o foto del passato di strippers autografate.
 

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