STORIA dei pannolini per bambini

  • 2014-03-17 19:24:30
Per molto tempo le mamme furono costrette a lavarli dopo ogni utilizzo. Anche se negli Stati Uniti erano prodotti in serie fin dal 1887, i pannolini per bambini venivano realizzati in tessuto.
In Italia si chiamavano ciripà. Un nome derivato nell'800 dallo spagnolo chiripà, e a sua volta dal termine quechua che indicava il tessuto che gli indio si legavano fra le gambe a mò di pantaloni. Nel 1944 lo svedese Hugo Drangel utilizzò per primo la cellulosa (assorbente) per imbottire i pannolini, fissandoli poi all'interno di mutandine di plastica. La pelle dei bambini però si arrossava in fretta. Per lo stesso motivo erano stati abbandonati i rubber pants, mutandine in gomma che rimasero in uso solo per gli adulti incontinenti. Nello stesso periodo l'inglese Valerie Hunter Cordon ideò il Paddi: due strati di cellulosa morbida di cotone ricoperti di plastica, con pratica chiusura a pressione;
mentre l'americana Marion Donovan cucì a macchima lembi di tende impermeabili per doccia per pezzuole di stoffa, non risparmiando però il lavaggio alle mamme; in un secondo momento (1951) sostituì la stoffa con carta assorbente, rendendo il pannolino "usa e getta".
Il pannolino moderno nacque però grazie a Victor Mills, chimico americano, prossimo a pensione. Mills nel tempo libero si dedicava al nipotino e sapendo della grande quantità di polpa di cellulosa che giaceva inutilizzata nei magazzini della sua azienda, ebbe l'intuizione di eliminare il tessuto e realizzare un'unica mutandina usa e getta da chiudere con la spilla da balia. Nel 1961 la sua idea fu messa sul mercato con il nome commerciale di Pampers; negli Anni '70 l'adesivo prese il posto della spilla e nel decennio successivo fu introdotto il gel assorbente. Negli ultimi anni, per ridurre l'inquinamento prodotto dai pannolini, sono stati proposti modelli biodegradabili e non sbiancati. Ma c'è anche chi è tornato a usare i vecchi e nostalgici ciripà.
 

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