Luoghi Misteriosi: Rocca Malatestiana

  • 2013-04-25 07:39:33

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Se siete appassionati di storie, leggende e luoghi misteriosi, una fortezza che vale la pena visitare, è la Rocca Malatestiana a Cesena. Luogo di violenti scontri e battaglie, tuttavia la sua storia affascina gli storici e gli amanti del mistero, sia perchè hanno lasciato traccia di se  importanti personaggi storici e poi perchè c'è chi asserisce di aver visto e udito fenomeni inspiegabili,  fra le sue mure. STORIA E ORIGINI DEL CASTELLO - Le mura della Rocca Malatestiana a Cesena, sono testimoni di eventi storici risalenti al 1241, quando questa fu costruita a difesa della città e assediata la prima volta da Federico Barbarossa per contrastare la dominazione guelfa. Conquistata, fu poi ricostruita  più solida prendendo il nome di Rocca Vecchia o "dell'Imperatore". Nei secoli successivi, il susseguirsi di eventi,  la videro più volte protagonista di attacchi e di distruzioni da parte di molti invasori, fino al 1380, quando la Rocca venne definitivamente ricostruita su volere di Galeotto Malatesta, ed è rimasta fino ad oggi quella che noi chiamiamo la Rocca Malatestiana. Le mura durante i secoli ha ospitato personalità storiche importanti, come Leonardo da Vinci, che nel 1502 su commissione di Cesare Borgia,  completò le fortificazioni con una tecnica architettonica innovativa per le scale interne della torre. A testimonianza del suo passaggio, ci restano alcuni disegni raffiguranti i rilievi della cinta muraria, le due rocche e i rastrelli della porta principale. Questo periodo ricorda inoltre, anche la prigionia di Caterina Sforza da parte di Cesare Borgia e si narrano le gesta di una valorosa guerriera molto coraggiosa alla pari di Giovanna d'Arco, dal nome Cia, una vera "mosca bianca"  in un periodo storico in cui la donna veniva vista solo come la brava moglie che faceva figli e accudiva il marito. Dopo il periodo napoleonico, la Rocca Malatestiana fu utilizzata come carcere e le torri "maschio" e "femmina" cui è composta, erano collegati con un ponte levatoio (oggi scomparso). All’interno del maschio nel piano superiore alla sala del Comandante, in due celle si vedono ancora oggi disegni e iscrizioni dei prigionieri.

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Mentre durante il periodo della guerra mondiale, fu progettato un lungo tunnel-rifugio antiaereo per conto dell’Ingegner Mario Tellerini, della lunghezza di sessanta metri, con un sistema di illuminazione e di rifornimento d’acqua e con due latrine,  per i rifugiati di guerra. L’interno del castello raccoglie strumenti della vita contadina, arredamenti antichi e armi. Nei pressi dell’armeria sono presenti alcune feritoie dalle quali  si lanciavano cadere sopra i nemici, sassi, frecce e liquidi bollenti.   IL POZZO DEI RASOI E IL CORRIDOIO DEL NANO Inoltre nella fortezza è presente il così detto “corridoio del pozzo” chiamato così per via di una grata a metà corso che si affaccerebbe sul “pozzo dei rasoi”, una tortura abbastanza diffusa nella quale venivano gettati i prigionieri che morivano tagliati dalle lame che affioravano dalle pareti. Secondo altre interpretazioni, quello poteva costituire un passaggio segreto come fuga dal castello in seguito ad attacco a sorpresa. Nella stanza della Torre di Guardia ci sono alcune incisioni, probabilmente in lingua cirillica realizzate da soldati, dove l’unico nome leggibile è quello di Giulio Croce. Una scala a chiocciola porta alla stanza circolare delle cannoniere, ove si trovavano un tempo due cannoni che sparavano a difesa della rocca. Sopra vi è un camino di sbocco per il fumo delle polveri da sparo, durante l’esplosione del colpo. Proseguendo, da qui si accede al “corridoio del nano” così chiamato per l’obbigo di percorrerlo a testa chinata.

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  IL CORRIDOIO DEI FANTASMI E LA STANZA DELLE TORTURE  Anche questa Rocca ha il piacere di ospitare, come gran parte dei castelli, i propri fantasmi. Esiste infatti  un corridoio chiamato per l’appunto corridoio “dei fantasmi” per via di alcune apparizioni, fenomeni paranormali ed inspiegabili che si sono più volte verificati. Sarebbe l’ultimo tratto del corridoio più lungo dell’edificio (130 metri) illuminato solo dalla luce che penetra dalle feritoie. Dopo aver sceso una lunga scala, si arriva ad una stanza semicircolare interrata definita "sala delle torture"; qui infatti avvenivano terribili interrogatori, e la gente veniva torturata e ricattata con gli strumenti atroci tipici del medioevo.

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TMC - La rocca malatestiana di Cesena - parte I


TMC - La rocca malatestiana di Cesena - parte II


Teses Mystery Channel ritorna con una nuova puntata. La collaboratrice Irene Vella ci accompagna a scoprire cosa si racconta sulla Rocca Malatestiana di Cesena. C'è chi avrebbe sentito e visto delle presente misteriose, addirittura le avrebbero fotografate. Cosa è dovuto alla suggestione e cosa, invece, potrebbe essere un mistero?

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