CRISI ECONOMICA: salute a rischio

  • 2014-03-09 20:59:03
Salute e crisi economica sono due cose che a quanto pare non vanno proprio d’accordo.
A dirlo è il Rapporto Osservasalute 2011, stilato dall’Università Cattolica di Roma, che ha analizzato lo stato di salute degli italiani e i differenti livelli di assistenza nelle regioni, anche alla luce dei tagli che ormai da anni stanno riguardando la sanità pubblica italiana.   La crisi economica pesa sulla salute nel senso che gli italiani pensano meno alla cura del proprio corpo, praticando meno sport e mangiando meno frutta e verdura: le palestre diventano un lusso, ma anche un’alimentazione sana. Le porzioni di frutta e verdura consumate in un giorno scendono dal 5,7% al 4,8%. Intanto aumenta invece l’uso di psicofarmaci: per rispondere allo stress e al malessere interiore, riuscire a mandare avanti il proprio lavoro, gli italiani ricorrono agli psicofarmaci, in particolare gli antidepressivi.

L’antidepressivo sembra l’unica ricetta in grado di risolvere il malessere derivante dall’incertezza verso il proprio futuro: l’uso di psicofarmaci è cresciuto di quattro volte negli ultimi dieci anni. La crisi economica può portare dunque a depressione e, come ci rivelano i recenti fatti di cronaca, anche a suicidi, e all’abuso di droghe e alcol. A questo si aggiungano i tagli alla sanità che non risolvono i problemi economici dello stato e non riducono gli sprechi, come spiega il coordinatore della ricerca Walter Ricciardi:
«Le ultime manovre economiche realizzate in Italia in risposta alla tempesta finanziaria hanno portato al ridimensionamento dei livelli di finanziamento dell’assistenza sanitaria già dal 2012, all’introduzione di ulteriori ticket, a tagli drastici nei trasferimenti alle Regioni e alle municipalità dei fondi su disabilità e infanzia. I tagli non riducono l’inappropriatezza di molti interventi sanitari, quindi gli sprechi, né migliorano la qualità delle cure, anzi appesantiscono ancor più le liste di attesa.»

Cerca nel sito