I benefici di chi studia musica da piccoli

  • 2014-03-02 15:13:44

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NOTIZIE BENESSERE E SALUTE: Uno studio pubblicato sul giornale "Journal of Neuroscience", condotto dalla neurobiologa Nina Kraus della Northwestern University, stabilisce che chi ha seguito lezioni di musica in gioventù (per un periodo dai quattro ai quattordici anni), mostra una più rapida risposta cerebrale alla percezione del suono, rispetto a chi non ha mai familiarizzato con la musica.

Lo studio scientifico che ha coinvolto 44 adulti tra i 55 e i 76 anni per valutare la prontezza del loro cervello nel reagire alla percezione di suoni vocali, consisteva nel misurare l’attività elettrica della regione del tronco encefalico che processa i suoni mentre ascoltavano una voce che pronunciava ripetutamente una sillaba.

Chi aveva seguito da bambino lezioni di musica, mostrava una più rapida risposta cerebrale alla percezione del suono, di circa un millisecondo più veloce rispetto a chi invece non lo aveva mai fatto. La dottoressa in un'intervista dice: «Si tratta di piccolissime differenze temporali, ma se le consideriamo per milioni di neuroni, allora possono fare la differenza nella capacità di un anziano nel reagire ai suoni».
Il fatto sorprendente poi era che la maggior reattività cerebrale riguardava anche chi non toccava uno strumento da molto tempo, anche da 40 anni. I positivi effetti che studiare musica in giovane età avrebbe sulla mente non andrebbero dunque dispersi, durerebbero nel tempo, fino a farsi sentire anche ben oltre la cinquantina e, secondo Kraus e colleghi, tanti più anni un bambino ha passato a dilettarsi con uno strumento, tanto più ne beneficerà la sua mente adulta.

«La velocità con cui il cervello elabora e discrimina i suoni è una delle prime abilità a essere intaccata dall’invecchiamento e riuscire a contrastare questo processo potrebbe migliorare molto la vita degli anziani», conclude l’esperta. Dunque non esitiamo dal mandare i nostri figli a lezione di musica, pensando che si tratti di una perdita di tempo: bastano anche pochi anni di note, diesis e bemolle per garantire loro un investimento salutare duraturo negli anni, oltre che trasmettergli amore per cose di spessore culturale e che favoriscono la loro creatività.

(fonte: corriere.it)

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