CRIMINOLOGIA: le 8 PERSONE più CATTIVE della Storia

  • 2014-02-04 18:48:36
A volte il confine tra il CRIMINE e la PSICOPATIA  appare sottile: ecco i casi entrati nella Storia    
 

Il vero BARBABLU'

Gilles De Rais (1404-1440)
Fu talmente cattivo da finire in una fiaba: pare infatti sia stato proprio lui la fonte di ispirazione del personaggio barbuto uxoricida di Charles Perrault. Però De Rais non decapitò nessuna moglie, ma fu un pedofilo assassino. Ex eroe di guerra al fianco di Giovanna d'Arco, crebbe nella corte di Carlo VII di Francia e dopo la morte della famosa Pulzella d'Orleans, si dedicò ad attività ben diverse, come l'alchimia e il farsi  procacciare dai suoi servi giovani contadini e mendicanti di cui poterne abusare, per poi disfarsene. Fu condannato a morte, colpevole di pratiche Alchimiste.


Jack lo Squartatore

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Anonimo (Seconda Metà dell'800)
Nel 1888 seminò il panico totale nell'East End, zona malfamata di Londra. Eppure questo famoso serial killer della Storia non ha ancora un'identità, nonostante mille ipotesi. Alcuni criminologi hanno ipotizzato si trattasse di Albert Victor, nipote della regina Vittoria, che in quei luoghi aveva contratto la sifilide... forse una forma di odio e vendetta?
Tutte e cinque le vittime, erano prostitute e l'assassino le uccideva tagliando loro la gola, accanendosi in seguito sugli organi interni (il che indusse a pensare ad un medico). Molti furono i mitomani che si autoaccusarono, ma il misterioso omicida attirò l'attenzione su di sè quando inviò in anonimato una lettera recapitata a Scotland Yard, firmata "Jack the Ripper", ovvero Jack lo Squartatore. Altra indiziata fu Amelia Dyer, detta Jill the Ripper poichè operò nel medesimo periodo, solo che per quest'ultima le vittime scelte erano per lo più bambini: li adottava per intascare soldi, per poi ucciderli o lasciarli morire di fame.


 

La saponificatrice

Leonarda Cianciulli (1893-1970)
Le sue vittime furono solo tre, ma il trattamento che riservò ai cadaveri entrò nella storia del crimine: come lei stessa raccontò al processo con una certa fierezza, li mischiava a soda caustica per trasformarli in saponi profumati. Con il loro sangue , invece, impastava dolcetti che offriva agli ospiti. Figlia non voluta (la madre era stata stuprata e poi costretta a sposare il violentatore), Leonarda ebbe un'infanzia terribile, durante la quale tentò più volte il suicidio. A 21 anni sposò un impiegato, trasferendosi a Bologna nel 1930. Dopo il matrimonio divenne un'apprezzata cartomante, attività che le consentì di ricevere più informazioni dalle sue vittime. Il movente dei suoi omicidi ancora non è chiaro: se per denaro (rubava loro soldi e gioielli) o forse, come dichiarò, si trattò di sacrifici umani per evitare che l'amato figlio maggiore fosse chiamato dalle forze armate, in guerra. Morì a 77 anni nel manicomio di Pozzuoli (NA), dove fino all'ultimo preparò gustosissimi dolci.


Mister Satan

Charles Manson (1934- vivente)
Un capo spirituale dallo sguardo satanico, stiamo parlando dell'americano Charles Manson, considerato il più carismatico fra i serial killer. Da adolescente, mostrava già un animo turbolento, tanto che finì presto in prigione in Virginia, dove fu vittima di ripetute violenze sessuali da parte dei detenuti. Uscì dal carcere a 33 anni, nel pieno del movimento hippy degli anni '60 e dotato di un eccezzionale carisma innato, raccolse intorno a sè una cinquantina di seguaci (soprattutto donne), chiamati The family. Con questi seguaci si recò, probabilmente animato  da sentimenti di vendetta, alla villa di Terry Melcher, (un produttore musicale che si rifiutò di lanciarlo nel mondo della musica)  e invece vi trovò Sharon Tate, moglie incinta del regista Roman Polaski, che assassinò brutalmente. Seguirono a questi altri massacri di ricchi americani, col cui sangue scriveva "Death to pigs", "Morte ai porci". Fu condannato a morte nel 1970, pena che fu poi commutata in ergastolo e dirà ai giudici che "L'unico rimorso è di non essere stato abbastanza cattvo!".


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L'Assassino Gentiluomo

Henri Desirè Landru (1869-1922)
Landrù adescava molte donne attraverso quest'annuncio che pubblicava sui giornali: "Signore quarantacinquenne, solo, con una rendita di 4 mila franchi, vorrebbe sposare signora di età e situazione economica analoga". Le quasi 300 donne che risposero a questo annuncio si trovarono di fronte un uomo elegante e dai modi gentili, che faceva intravedere loro la possibilità di un matrimonio. Landrù puntava alle più ricche e sole: ne condusse una decina nella villa che aveva affittato nei sobborghi parigini, dove le convinceva a firmargli una procura per poter disporre dei loro soldi. A quel punto le strangolava e si sbarazzava dei loro corpi bruciandoli nella stufa della villa. Fu proprio l'odore di carne bruciata a tradirlo. Venne arrestato nel 1919, con l'accusa di truffa e dell'assassinio di dieci donne, più un bambino che andava al seguito con una di loro. Durante il processo, negò tutto senza mai perdere il contegno, nemmeno difronte a prove schiaccianti come resti di ossa e denti trovati all'interno del suo giardino. Fu condannato alla ghigliottina.


Il Mostro di Brooklin

Albert Fish (1870-1936)
Si vantò di aver molestato più di 400 bambini e di averne uccisi più di 100. In realtà gli omicidi accertati furono 5, ma Fish li eseguì con tale efferatezza da figurare tra i serial killer più famigerati di sempre (torturava e smembrava i corpi per poi cibarsene). La sua infanzia non fu delle più felici: crebbe in un orfanatrofio fra torture, soprusi morali e fisici, e presto scoprì un piacere perverso sado-masochista per le violenze. Crescendo, frequentò con molta assiduità le toilette pubbliche, sia per voyerismo, sia per praticare la coprofagia (si cibava di feci e urine). Ma Le sue perversioni aumentavano con il passare degli anni: nei bordelli chiedeva di essere frustato, in altre circostanze invece violentava ragazzi e abusava di bambini, specialmente di colore. Al processo la sua difesa chiese l'infermità mentale, ma il giudice che lo ritenne sano di mente lo condannò a morte. Un attimo prima di morire, seduto sulla sedia elettrica pronunciò queste parole: "Questa è la suprema emozione della mia vita!".


Il Dottor Morte

Harold Shipman (1946-2004)
Le sue vittime furono circa 350, tanto da esser considerato il maggior serial killer della Storia. La vocazione di medico per Harold prese piede quando da adolescente perse sua madre a causa di un cancro ai polmoni: rimase tanto affascinato del potente effetto della morfina sui dolori della malattia terminale, che si iscrisse a medicina, laureandosi con successo nel 1970. Una volta acquisito il camice, iniziarono le sua azioni criminose latenti: selezionava tra le vittime, anziani e malati gravi, in modo da non suscitarne sospetti. Galeotta fu però l'apertura di un testamento in suo favore, il notaio infatti scoprì una falsificazione della firma, e ciò causò l'apertura di un nuovo fascicolo che prevedeva la richiesta di riesumazione del corpo, per far più chiarezza sul caso. Le analisi sul cadavere rivelarono un'overdose massiccia di morfina. A quel punto a intrappolare il medico, ci pensarono le statistiche: furono confrontati il numero dei decessi tra i suoi pazienti con quelli di altri medici e la differenza fu incredibile, circa 200. Fu condannato in carcere, dove si suicidò.


Il Canaro della Magliana

Pietro De Negri (1956-vivente)
Più che cattivo, il mite Pietro De Negri, professione toelettatore di cani, si considerava un giustiziere: non ebbe mai sensi di colpa per il brutale assassinio del pugile dilettante Giancarlo Ricci, nonchè suo socio di rapine e spacciatore di cocaina. Il 18 febbraio del 1988 De Negri, stanco delle prepotenze subite negli anni da parte di Giancarlo Ricci,  attirò questi nel suo negozio con il pretesto di rapinare uno spacciatore e lo convinse a nascondersi in una gabbia per cani. Lo seviziò per ore: gli cosparse il volto di benzina a cui diede fuoco, poi lo bastonò e lo legò al tavolo. Con un tronchesino amputò pollici e indici (che poi gli infilò in vari orifizi, occhi, bocca e ano), gli mutilò naso, orecchie, lingua e genitali, fino a soffocarlo. Al processo gli fu riconosciuta l'incapacità di intendere e di volere a causa dell'uso di sostanze stupefacenti. Detenuto modello, dopo 16 anni di carcere dal 2005 ora è un uomo libero.
 

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