L'IRA

  • 2014-03-02 15:32:06
ira
"Con il termine ira (o impropriamente rabbia) si indica uno stato psichico alterato, in genere suscitato da uno o più elementi di provocazione, capace di rimuovere alcuni dei freni inibitori che, normalmente, stemperano le scelte del soggetto coinvolto. L'iracondo è caratterizzato da una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno o (in alcuni casi) verso se stesso." (wikipedia) L'ira dal punto di vista di sociologi e psicologi è vista come una forma di reazione di taluni soggetti nell' affrontare situazioni sfavorevoli.
 
In tutto  esistono 3 tipi di rabbia: "rabbia frettolosa e improvvisa", (da Joseph Butler, un vescovo inglese del XVIII secolo), collegata all'impulso di autoconservazione - condivisa da uomini e animali - e si verifica quando questi si sentono tormentati o intrappolati. Il secondo tipo di ira si chiama "costante e deliberata" ed è una reazione che scatta nell'individuo al primo sentore di un trattamento ingiusto o di un danno ricevuto da altri. Queste due forme di ira sono episodiche. Mentre il terzo tipo di rabbia è disposizionale, più legato ai tratti del carattere che agli istinti, ed è caratterizzata da irritabilità, scontrosità e villania nel soggetto che li rappresenta.
 
L'ira daltronde, potrebbe rivelarsi in alcuni casi,  un sentimento stimolante e costruttivo, in grado di potenziare la determinazione verso la correzione di comportamenti sbagliati, la promozione di una giustizia sociale, la comunicazione di sentimenti negativi sulle controversie. Immaginiamo che un tizio agli esami scolastici abbia ricevuto un voto inferiore rispetto ad un suo compagno che sicuramente meritava meno: in questo caso la rabbia di aver subito un trattamento ingiusto, fa scaturire nel soggetto passivo un sentimento stimolante, di riscatto e di autodeterminazione a far di meglio e ad impegnarsi di più in un prossimo esame, dimostrando al professore quanto si vale davvero.
 
L'altro aspetto, quello più negativo, dell'ira è che se gestita male può essere totalmente distruttiva, soprattutto quando non trova un suo sbocco adeguato. L'ira, nella sua forma più forte, altera infatti quella capacità dell'individuo di elaborare le informazioni e di esercitare un controllo cognitivo sul proprio comportamento. Una persona arrabbiata quindi perde facilmente il buonsenso, il controllo delle situazioni, la propria oggettività, l'empatia, la prudenza e il senso di riflessione, causando danni a se stessi, ad altre persone o cose.
 

Alcune semplici regole per controllare l'ira:

  1. - Decidere che vogliamo liberarcene. Come il vizio del fumo, non si va da nessuna parte se prima non lo vogliamo veramente.
  2. - Sforzarci sempre di scegliere, prendendo contatto con i nostri pensieri nel momento dell'ira.
  3. - Annotare gli eventi. Tenere un diario dei motivi e delle circostanze che ci hanno fatto esplodere ci farà scegliere l'ira con minore frequenza.
  4. - Liberarci dalle aspettative e dalla pretesa che gli altri siano diversi da come sono (durissima, questa) e che tutti ci approvino, dato che queste sono fonti frequenti di arrabbiature.
  5. - Dopo uno scoppio di collera, annunciare che è stato un errore ed esprimere il proposito di non ricadervi, dimostrando a se stessi e agli altri di volersi correggere davvero.
  6. - Farci una bella risata, che è una forma superiore di intelligenza emotiva. Qui siamo già al livello advanced.
 

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