I MESSAGGI NON VERBALI del corpo e che cosa ci comunicano

  • 2014-03-26 11:02:08
Quando parliamo con qualcuno lo ascoltiamo e confrontiamo il nostro punto di vista con il suo focalizzando l’attenzione su quello che ha da dirci, è un atteggiamento comune che però esclude l’importanza della comunicazione non verbale. La comunicazione, infatti, non è fatta solo di parole ma è accompagnata da una serie di segnali che, se ascoltati, possono darci informazioni molto più accurate sulle idee e le intenzioni del nostro interlocutore. Prestare attenzione al linguaggio del corpo da un lato ci permette di sapere di più della persona con cui stiamo dialogando e dall’altro osservando noi stessi possiamo evitare di riflettere all’esterno un’immagine sbagliata di noi. Infatti gli altri non ci giudicano solo per quello che diciamo, ma anche per come appariamo ai loro occhi, per come parliamo e come ci muoviamo; inoltre la peculiarità della comunicazione non verbale è che è internazionale, cioè è condivisa da persone di nazionalità e culture diverse.
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La maggior parte dei segnali non verbali sono facilmente riconoscibili, per esempio la postura di una persona depressa sarà curva e china su se stessa, mirata ad esprimere un disagio interiore; al contrario una persona serena e sicura di se si presenterà con le spalle ben aperte e una postura eretta. Questo significa che anche senza conoscere molte persone, sappiamo già qualcosa di loro anche senza avergli rivolto parola; parliamo cioè della “prima impressione“. I segnali non verbali però non si limitano al solo linguaggio del corpo, ma comprendono il tono della voce, la mimica facciale, il modo di vestire, la gestualità e molti altri aspetti; è importante ricordare che non esiste un modo “giusto” e universale per ognuno di questi segnali e che l’importante è cercare di dare l’impressione di una persona serena, sia nelle parole che nella gestualità. Per quanto riguarda il nostro interlocutore, invece, osserviamo il suo corpo, il suo sguardo e le sue mani, ma soprattutto prestiamo attenzione ai movimenti della bocca poichè è uno dei principali centri della comunicazione non verbale; per esempio se arriccia le labbra o si accarezza la bocca con la mano o con un oggetto è rapito dal discorso, se invece tiene le labbra chiuse e tese forse è meglio cambiare discorso, poichè solitamente è sinonimo di disaccordo.
Anche la voce ha un’eccellente comunicazione non verbale, le frequenze basse, con voce “ferma”, cioè senza blocchi (strozzamenti o singhiozzi vocali) al livello della gola, danno la percezione di coerenza, professionalità e sincerità. Al contrario, picchi di stress vocale (voce acuta e stridula), pause eccessive, frequenze sonore che cambiano all’improvviso, possono essere interpretate come incertezza, colpa, rabbia, paura. I gesti non intenzionali come grattarsi, accarezzarsi una mano o passarla fra i capelli o sul viso, ecc.., insieme alla postura (posizione del tronco, spalle e schiena) non sono segnali molto attendibili. Non perché non abbiano un significato, ma perché sono sensibili a cause diverse. Ad es., strofinare ripetutamente con una mano un polso, un braccio o il torace mentre si parla (più spesso mentre si attende di parlare) possono essere sinonimi di auto-rassicurazione. Significa che il soggetto può pensare di non essere creduto o comunque che sta per affrontare uno stress mentre parlerà. Tuttavia chi è affetto da dolori reumatici o ha avuto un incidente e ha un dolore in quel punto, non fa testo, quindi è un dato non attendibile. La postura è ancora meno significativa se una persona ha mal di schiena o è stanca.
Il viso, invece, ha meno problemi e, a meno di botulino, assunzione di miorilassanti, paresi o altri problemi, è in grado di fornire molte indicazioni. A cosa serve, nel quotidiano, tutto questo? Sicuramente queste tecniche possono essere utili agli psicologi, ai criminologi e a chi si occupa di problemi legali, ma in concreto, a tutti gli altri. Intanto, invece di pensare a cosa nascondere e come nasconderlo, possiamo pensare a cosa mostrare e a come mostrarlo. Se è vero che il viso è il maggior “trasmettitore” di messaggi emotivi, perché non utilizzarlo per aumentare la nostra comunicazione?

Ad es., se dico ad un bambino che gli voglio bene ma non gli sorrido, che messaggio gli arriverà? I messaggi non verbali sono più “potenti” di quelli verbali perché li recepiamo in maniera automatica e diretta. Allo stesso modo, potremmo allenarci a fare più attenzione ai visi delle altre persone e a cercare di capire cosa comunicano. Oppure, usare la voce con un timbro appropriato; questo comunicherà le nostre intenzioni al di là delle nostre parole e può essere molto utile.
 

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