VENERE, la CLASSICA Suocera Antipatica

  • 2014-03-24 15:29:30

Esiste un detto che suona più o meno così: quando sposi un uomo, non sposi solo lui ma tutta la sua famiglia...suocera compresa! Il timore di non piacere alla suocera è l’incubo di tutte le fidanzate del mondo. La nuora rompe il cordone ombelicale che lega la madre all’amato figlio, minaccia il suo ruolo d’incontrastata primadonna e s’insinua in casa per dettare nuove leggi. Questi i malsani pensieri delle suocere più agguerrite.  Qualche anno fa un famoso regista, Robert Luketic, realizzò una commedia-parodia incentrata su questo scottante argomento,  intitolato "Quel mostro di suocera", un caso estremo in cui la suocera si trasforma in un vero incubo per la nuova nuora:  ipocrisia, "faccette lavate", e dispettucci vari minacciano quel delicato rapporto nuora-suocera, che in certi casi arrivano persino a ledere il rapporto di  coppia.
 
Ma per fortuna l'eccezione non fa la regola e all'onor del vero, bisogna anche dire che esistono suocere straordinarie e comprensive, meritevoli di tutta la nostra riconoscenza e rispetto, degne davvero di essere chiamate "mamme". Ma non è di loro che oggi voglio parlare. Dando uno sguardo all'atichità, non è raro incontrare situazioni simili anche nel passato. La storia è piena di esempi e dunque la suocera cattiva non sarebbe solo un fenomeno moderno, ma ha radici ben antiche. Persino la mitologia ci parla di una terribile suocera, che era così gelosa del figlio da desiderarne la morte della nuova intrusa. Ed è il caso della dea"Venere" nei riguardi di Psiche, moglie di suo figlio Cupido.

Tra Mito e realtà

DITEMI SE QUESTA LEGGENDA (METAFORICAMENTE) NON CORRISPONDE A STORIE DI OGGI GIORNO


La leggenda narra che Psiche è la più giovane di tre sorelle, una ragazza di una bellezza sovrumana, tale da incutere timore ad ogni uomo.Ciò causò la gelosia della dea Venere, che chiese a suo figlio Cupido di farla innamorare di un uomo di vili condizioni.  Ma cupido alla vista della ragazza, se ne innamorò profondamente e dicise di rapirla per nasconderla nel suo palazzo, dove l'avrebbe visitata solo durante la notte, di nascosto dalla madre. Il dio inoltre intimò alla ragazza di non cercare mai di scoprire la sua vera identità, altrimenti l'avrebbe abbandonata all'ira di sua madre.
 

Sola contro tutti

Sofferente per la lontananza dalla sua famiglia, Psiche espresse il desiderio a suo marito Amore di poter rivedere le sorelle. Così le due donne, furono prelevate e trasportate al palazzo, dal vento Zefiro. Psiche le accolse benevolmente con raffinati doni, ma queste, invidiose per la sua felicità, le insinuarono il dubbio circa la vera identità del  marito. Infatti, il fatto che Cupido non volesse mostrarsi in volto - un modo per mettere alla prova la fiducia e l'affidabilità della ragazza - dalle donne veniva vista come  una scusa  per nascondere la terribile realtà che Cupido potesse essere un orrendo mostro inguardabile. E mentre la ragazza omaggiava le sorelle di ogni onore,  queste in realtà stavano già pensano di cospirare contro di lei.
 

Lo sbaglio di Psiche

E così plagiata dalle gelose sorelle, Psiche si avvicinò di notte al letto di Amore, armata di un coltello e munita di una candela per scoprirne le vere sembianze del marito. La giovane però, a differenza delle aspettative, rimase così colpita dalla bellezza del dio da non accorgersi che una goccia di cera bollente della candela, cadde sul corpo del dio, che spaventato si svegliò, e spiccò in volo. Questo gesto di mancanza di fiducia nei confronti del marito, costò cara a Psiche, che dovette imbattersi nelle ire di sua suocera Venere.

Angherie e perfidia di suocera

Venere adirata verso Psiche per l'oltraggio al figlio, la sottopose a diverse difficili prove, ma la ragazza pur di riabbracciare suo marito, le superò tutte con successo. Non paga, la dea le propose una nuova difficile missione, che consisteva nel raccogliere in un'urna le acque dello Stige, pericoloso fiume infernale temuto persino dagli dei.
 

Superare la terribile prova, per riabbracciare il marito

Psiche si diresse così verso l'inaccessibile dirupo dove scaturiva la sorgente del fiume Stige, per superare la prova. Ma l'impresa non era delle più semplici, perchè era molto difficile arrivare alla sorgente. Giove, osservando la giovane, ne ebbe compassione e decise di aiutarla: mandò un'aquila in soccorso, la quale riuscì a prelevare l'acqua dalla fonte e la consegnò a Psiche.
 

MA L' AMORE ALLA FINE TRIONFA

Ma dopo aver superato anche questa prova, Venere propose a Psiche un'ultima dura prova, prima di poter esser perdonata definitivamente. La prova consisteva nel consegnare un recipiente vuoto alla dea Proserpina nel profondo Regno dei Morti, colmarlo della sua bellezza e poi riconsegnarlo a Venere. Fra le tante esortazioni circa i potenziali pericoli che avrebbero potuto mettere a repentaglio la sua vita, Psiche fu più volte avvisata da Mercurio di  non spiare all'interno della scatola, perchè ciò l'avrebbe condotta a morte certa. In realtà quest'episodio fu uno dei tanti tranelli che Venere escogitò contro la ragazza, colpevole di essere bella e soprattutto moglie di suo figlio. Ma la troppa curiosità non riuscì a trattenerla: dalla scatola si sprigionò un infernale vapore soporifero che investì Psiche e la giovane piombò in un sonno mortale.
Amore si precipitò subito dalla moglie, cercando di farla rinvenire,  rinchiuse il sonno mortifero nella scatola, e punse  la ragazza più volte con una delle sue frecce. Ritornata finalmente in vita, Psiche fu condotta sull'Olimpo da suo marito e dopo ripetute suppliche a Giove, alla fine gli fu concesso di celebrare le nozze ufficiali in presenza degli dei.......e Venere?
 

....E VISSERO FELICI E CONTENTI, SENZA LA SUOCERA DI  MEZZO!

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