Magia nera in Venezuela: Il culto a Maria Lionza

  • 2014-03-16 09:25:25
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Tra le montagne del Quibayo in Venezuela, esiste un culto cruento e violento, rivolto alla figura leggendaria di Maria Lionza, una miscela sincretica di cattolicesimo, magia nera africana e santeria. Maria Lionza, considerata una vera e propria divinità in tutto il Venezuela, ha il potere di combattere il male nelle sue molteplici forme, propiziando l’amore, la pace e l’armonia, pronta ad offrire il suo aiuto a chiunque ad essa si rivolga.

Maria Lionza

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La figura di Maria Lionza affonda nella leggenda. Il suo nome vero era Yarà ed era una principessa, figlia del cacique Yaracuy. Era una donna bellissima, dagli occhi verdi, ipnotizzanti e lunghissime ciglia. I suoi capelli erano neri come la notte, lunghi fino alla cinta e il suo sorriso era in grado di incantare persino gli spiriti della foresta.
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Pare che la sua bellezza fosse tale che sembrava che Yarà fosse sempre circondata da fiori, in particolare di orchidee. Persino la sua pelle pareva traspirare il profumo di quei fiori meravigliosi. In quei giorni un’anaconda che viveva nel fiume che successivamente prese il nome di Yaracuy si innamorò di lei e decise di rapirla. Quando gli spiriti della foresta vennero a conoscenza del fatto si infuriarono e decisero di castigare l’animale, lo fecero gonfiare fino a farlo esplodere. La principessa tornò come divinità e divenne la regina di ogni fonte d’acqua, dei fiumi, delle cascate e delle lagune, divenendo lo spirito della Natura stessa in forma di donna.
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E’ la Regina di Sorte (in Venezuela) e lo spirito del fiume Yaracuy, inoltre è considerata la Madre della razza Mestiza (mista). Quando si lavora con Maria Lionza occorre essere a petto nudo, senza scarpe e con al collo un rosario o un crocefisso. Lavora nei pressi dei fiumi e alle radici degli alberi. Vive nei boschi e nei luoghi dove ci sia molta vegetazione. Ovunque c’è acqua…lì è presente il suo spirito, sia essa un fiume, un torrente, un pozzo, una laguna, il mare.

Il rito cruento di Maria Lionza

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Lamette e oggetti contundenti sono pronti a incidere pelli umane. Le menti umane cadono in trance, prede di spiriti violenti e prende forma un rituale che evoca antiche leggende di sacrifici umani. Lo scopo del rito non è ferire, ma guarire. Per i seguaci della dea Maria Lionza, la cura viene dalla bocca dei posseduti e la salvezza è rappresentata da una lametta tagliente. I tamburi annunciano l'inizio del rito, ed il ritmo palpitante aiuta gli sciamani ad entrare in trance riducendo le inibizioni e aprendo il loro corpo affinchè venga posseduto dagli spiriti.
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Ma perchè ciò avvenga, il corpo degli sciamani deve essere spesso bagnato con del rum, considerato il mezzo per attrarre e nutrire gli spiriti, per invocarli, per stabilire un contatto con loro e aiutarli a scendere. Infatti gli spiriti non si limitano solo a manifestarsi, ma chiedono anche di bere rum e fumare sigari o sigarette. E solo quando saranno soddisfatti, finalmente ascolteranno le richieste dei fedeli e li accontenteranno, per poi uscire dal corpo in cui risiedono.
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Quando il corpo dello sciamano cade a terra e inizia a contorcersi, per i devoti è segno che lo spirito sta entrando nel suo corpo: lo sciamano inizia ad autolesionarsi la lingua con una lametta e il sangue gli sgorga dalla bocca. Gli spiriti sono assetati di sangue e il rito è una prova anche a loro stessi. Appena lo spirito si impossessa dell'uomo, l'autolesionismo si fa sempre più drammatico e per questo guaritore la sofferenza più avere dei benefici psicologici. Attraverso l'esercizio della resistenza al dolore, si può arrivare in uno stato di estasi, cioè in uno stato di alterazione della mente, fattore chiave del rito. Anche i battiti del tamburo hanno un ruolo fondamentale: infatti ogni 4 - 5 battiti al secondo, si generano nel cervello le così dette "onde terra", che inducono in alterazione della coscienza. Si può avere la sensazione di sollevarsi o di sprofondare nella terra; di diventare più grandi o più piccoli; si possono sentire voci o canti, ma avere anche delle visioni. Ora lo sciamano è pronto da questo momento in poi a offrire rivelazioni, a elargire guarigioni e ad offrire "benedizioni" ai fedeli.... ovviamente poichè anche satana è in grado di fare miracoli, questa pratica stregonesca, seppur con la presenza di simboli cattolici, è da ritenersi fra le pratiche divinatorie di magia nera tribale delle più pericolose al mondo.
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ATTENZIONE! LE IMMAGINI CONTENGONO SCENE CRUENTE DI AUTOLESIONISMO. PERTANTO SCONSIGLIAMO LA VISIONE AD UN PUBBLICO SENSIBILE.

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