Vincere i Complessi: della crocerossina

  • 2014-03-24 19:45:07
Si sente in dovere di aiutare chi soffre, è sempre pronta a dare una mano a chi glielo chiede, corre ovunque ci sia bisogno, si dedica al volontariato, passa notti intere al capezzale dei malati, sacrifica tempo, energie e sonno agli altri. Il comportamento della "crocerossina" (o del "buon samaritano" se è un uomo), è condizionato da un esasperato altruismo che si concretizza nell'attenzione eccessiva ai bisogni degli altri o nel tentativo di "salvare" un partner con problemi psicologici (il vizio di bene, di giocare).

Nel primo caso, di solito, ha origine da una situazione familiare penosa (un genitore morto o sempre depresso o malato, per esempio), che la costringe ad assumere presto pesanti responsabilità, oppure dalla mancanza d'affetto da parte dei genitori che l'hanno valorizzata solo quando faceva qualcosa di "buono" e di "utile": per questo ha bisogno della continua approvazione degli altri per essere sicura del loro afetto. E' convinta che sacrificarsi per gli altri sia il suo destino (ha costruito l' identità su questo ruolo), che solo comportandosi così la sua vita avrà un senso e potrà sentirsi in pace con se stessa, e anche se potrebbe rifiuta qualunque aiuto.

Nel secondo caso, la crocerossina vuole avere al suo fianco un compagno somigliante a un modello maschile forte e vincente (il fratello, il padre, il nonno, ecc) che ammira, e soprattutto ha bisogno di essere considerata "indispensabile". Solo tenendo legato a sè il partner con un debito di riconoscenza, infatti, riesce ad allontanare il timore di essere abbandonata. Il "buon samaritano", invece, cerca nella compagna problematica i difetti e le manchevolezze della madre e tenta di correggerli per esorcizzare le sofferenze di quando era bambino.

IN PRATICA

Dedicare la propria vita agli altri (estranei, parenti, partner) per libera scelta e con autentica serenità è molto difficile, in quanto penalizza la vita privata o la condiziona pesantemente. Ecco come correggere questa tendenza:

  1. 1) Cominciare a fare qualcosa anche per se stessi, ascoltare i propri bisogni, riposarsi.
  2. 2) Scrivere un elenco delle cose che si fanno per gli altri: sottolineare quelle davvero indispensabili ed eliminare tutte le altre.
  3. 3) Imparare a godere senza sensi di colpa degli svaghi, degli hobby e delle opportunità piacevoli: fanno bene e regalano una serenità che viene percepita anche dagli altri e risulta quindi "contagiosa".
  4. 4) Non contare troppo sulla gratitudine: non dimenticare che un rapporto sentimentale basato su un debito di gratitudine ha vita breve e infelice
  5. 5) Fare da psicoterapeuta al partner è controproducente: se la cura funziona, è facile che una volta "guarito" lui se ne vada; se non funziona, lui avverte ancora di più la propria debolezza ed è frustrato perchè si rende conto di essere stato scelto per la sua fragilità emotiva.
  AUTOSTIMA FEMMINILE  Nikla.net

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